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La genetica della poesia lineare.▬ E il nome di provenienza

. Se la risposta è no, allora vuol dire che, se sono l’unico a essere un poeta lineare, checché ne dicano quelli della parola innamorata e i discendenti della Famiglia Raboni lungo la scia del misticismo quotidiano metropolitano e altamente urbanizzato, devo essere unico anche per qualche altro aspetto. Certo che lo sono: sono diverso dagli altri poeti in quanto soltanto io ho precisamente il cervello che ho; abbiamo senza dubbio buone ragioni per credere che nessuno abbia mai un conto precisamente identico a quello di un altro, ed è stato verificato che alcuni editori pagano le ritenute d’acconto direttamente all’esattoria di Malta anziché a quella di Milano e altri ottengono la borsa per il corso di dottorato della propria prole. Dirò allora che solo io sono poeta lineare e solo Apolloni fa le singlossie perché solo io ho il cervello e il conto che ho? Se volessi sostenerlo, come potrei? Perché infatti dovrebbe essere tanto importante avere proprio il cervello che ho io? E che devo dire di mio padre, chi era? Di mia madre, quale delle due, quella titolare dello stato di famiglia costituito nell’Ufficio dove hanno cambiato il nome di provenienza al poeta lineare? O quell’altra, quella effettiva? Se non hanno il cervello della poesia lineare, perché mai non ce l’hanno, e , se io ce l’ho, perché mia madre effettiva ha pubblicato pure lei poesie lineari? E’ una questione fallica? E perciò genetica? E perché, per via di quel fallo di mia madre, io da quella genetica non ho ereditato i benefici dell’industria editoriale?


Hit Parade della Settimana

Manca il cappello in Ai no Corrida.

Aida Maria Zoppetti ░ Temporale in mezzo alla foresta

Accordo temporale Malgrado i grilli che aveva per la testa aveva l’aria d’esser così lento che il nome vento era quasi vuoto. E fu così che in mezzo alla foresta lui fece voto, promessa, alla tempesta di esserle, nel tempo, più devoto.
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TAM TAM 3/4 ▐ Una poesia di V.S. Gaudio

Tam Tamn.3-4 Rivista trimestrale di poesia Edizioni Geiger Torino
1° semestre 1973

Indice  34 V.S.Gaudio Una poesia

Aida Maria Zoppetti ⁞ COSA

Cosa
        – lì dove guardo –
        è un sostantivo
        cosa mi opprime
        e non dirò più nulla
        cosa scende la sera
        e cosa appare
        cosa sorpresa
        quando l’ho veduta
        rosa e leggera
        leggera è un aggettivo
        e rosa è il ramo
        (ignora il vento)
        – dormiamo?

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Se messo a letto, un verso ⁞

Se messo a letto, un verso, anche il più cancellato, è come una città opportuna, ha maniglie d’ottone, un astratto asteroide, un po’ come la mia Torino, e il treno, come verseggiava Luciano Erba, non può essere lontano, questo emisfero o stufa, anfratto asteroide, scrisse, nella sua Stimmung, Maria Luisa Spaziani: buonanotte e sotto a sinistra dio, sulla stessa riga a destra: mano, e sotto la mano: -UUNG! WELTANSCHA- era nella pagina prima, sopra (e il treno non può essere lontano).

Giovanni Fontana ░ Tarocco Meccanico Reading

TAROCCO MECCANICO
Dal minuto 6 e 5 secondi, non perdetevi  il  Reading di Giovanni Fontana  dal suo Tarocco Meccanico