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Poeta alla Direzione di Commissariato del X CMT▄

V.S.Gaudio |Manoscritto di 
“Ma che sei?”
| Napoli 31 dicembre 1972
Direzione di Commissariato Militare
Il poeta, poi, al termine del servizio militare reso
alla Repubblica, che gli ha tolto il nome per
motivi politici ma sconosciuti(art.22 della 
Costituzione),riceverà, dalla stessa Direzione 
di Commissariato del X Commiliter 
la medaglia di bronzo…
1▄
ma che sei ?, al traguardo dell’abitudine, alla noia, alla solitudine in coppia
una ragazza kirdi, una rilevazione energetica del suono
una soluzione irriguardosa indenne
una costa del Camerun che si butta nell’Atlantico
e un appello di separati
sull’avvenimento della distruzione,
una dannazione passata integra e malata
una meraviglia selvaggia elettrica
con quei denti aguzzi, irridenti e pravi
che cadono da una bocca, che è l’Africa più vicina,
l’ultima castrazione turistica,
ma che sei?
acerba, affollatissima terra favolosa
che fotografa e s’ammala
per i suoi mali di donna in sé,
contaminata che aggredisce e sbrana
un mito nuovo per natale
uno stampato su cartoncino
….

(31 dicembre ’72)



 2
quando vai a trovare, a cercare, il tuo uomo
metti l’abito bianco,
metti una possibilità d’avidità
porta con te il rasoio per la barba,
metti le calze nuove, o le scarpe
un pizzico d’aria voluminosa, acida
compra un quaderno, un dopo-barba,
esci senza figli, attenta a Marte,
Urano in fondo adocchia l’occhiello
e compra un garofano –
passa dalla banca, prelevi…
non nasconderti nella funzione del guscio
portagli una sciarpa, compragli
un arcobaleno, una Tv, un telegiornale,
pure una politica
-         Non dimenticare di fare il pieno
il mov imento egli lo cerca in te
in ogni fibra sei una Shakti
che ha fatto lo shampoo due ore fa
appesa al collo, sei un sacramento
un adattamento in alta misura
ai gusti popolari,
noi dal coito usciamo alla fine dell’anno,
un anno civile verso  i  280 gradi zodiacali,
in contatto con il mondo
-         Sadayatana –
alle 20.15 stavi preparando l’albero
con due secchi io correvo, a luci colorate, candele, palle, palline, pigne –
per l’acqua calda  andavo in cravatta alla doccia per
lavare calze,
noi
una trasposizione di ogni dominio  d’amore
un’acqua, una roccia lucidata a sangue, una schiuma sporca
che copre e galleggia, una brutta storia di suicidio
-         so che aspetti la busta rossa
ci stanno davvero tante strade,
tante possibilità di camminare abbracciati
preti non cristiani, poeti
ma aspetti, lo so che aspetti in pantaloni grigia:
sei tanto dignitosa, o bella di dignità
sei come un’attesa, una specie di sala
dov’io barbone vengono a riposare, a dormire
lo so che aspetti
che hai comprato qualcosa per me
che hai smesso di andartene in giro
a sorridere,
che sei rimasta cristiana, che aspetti natale,
che a natale piangerai perché non ci sarò,
lo so che aspetti
che prepari l’albero, che aspetti bambini
che
noi-----dal coito usciamo alla fine dell’anno/
danzanti, meccanico giù dal treno, non più umano con ‘sti pezzi,
giù dal treno/

è arrivata la nave, la possibilità di vedere
(prendere) il marito, carica di divise a stelle,
hai aspettato tant’anni, hai lavorato, hai sofferto,
ieri sei rinata, hai fatto lo shampoo,
hai dimenticato le sigarette,
non hai voluto saperne dell’offerta di un bicchiere di vino
alla festa,
che dignità, correre e restare al telaio penelope,
che forza -----
(16 dicembre ’72)


Hit Parade della Settimana

GUY GOFFETTE ░ Se ebbi promessa un giorno d'altro cielo

Si j’ai reçu promesse un jour d’un autre ciel
que celui qui vous coupe les bras, je l’ignore.
Comme vous je souffre la tempête et le froid
et la fatigue insomnieuse ; le désert me traverse, l’absence des visages, tous ces poings de pierre
et le martèlement des vivants dans le labyrinthe.
Oui, comme vous j’ai peur d’atteindre au bout
du couloir, comme un nageur touche le fond, de connaître que tout ici fut vain, chute,
faux miracle, qui ne portait l’homme au-dessus
de lui-même, là où la ceinture des ombres
se détache du cœur et tombe avec la nuit parmi les accessoires. │Se ebbi promessa un giorno d’altro cielo
da quello che vi taglia le braccia, lo ignoro.
Come voi patisco la tempesta e il freddo
e la fatica insonne; il deserto mi attraversa, l’assenza di volti, tutti questi pugni di pietra
e il martellio dei vivi dentro il labirinto.
Sì, come voi ho paura di raggiungere la fine
del corridoio, come un nuotatore tocca il fondo, di scoprire che tutto qui fu vano, caduta,
falso prodigio, che no…

Salvatore Toma▐ Ultima lettera e disegno per "Milly Carlucci e il profilattico di Michel Foucault"

“A questo punto
cercate di non rompermi i coglioni
anche da morto.
È un innato modo di fare
questo mio non accettare
di esistere.
Non state a riesumarmi dunque
con la forza delle vostre certezze
o piuttosto a giustificarvi
che chi s’ammazza è un vigliacco:
a creare progettare ed approvare
la propria morte ci vuole coraggio!
Ci vuole il tempo
che a voi fa paura.
Farsi fuori è un modo di vivere
finalmente a modo proprio
a modo vero.
Perciò non state ad inventarvi
fandonie psicologiche
sul mio conto
o crisi esistenziali
da manie di persecuzione
per motivi di comodo
e di non colpevolezza.
Ci rivedremo
ci rivedremo senz’altro
e ne riparleremo.
Addio bastardi maledetti
vermi immondi
addio noiosi assassini.”
▐ Salvatore Toma,Ultima lettera di un suicida modelloinCanzoniere della morte


□ Nel 1984, all’interno del Pensionante de’ Saraceni , datato luglio , che si dava come foglio di “Caffè Greco”, diretto da Antonio Verri, trovai, accanto ad Aurora Cornu, Léonard Nathan e Georges Astalos, il mio testo Milly Carlucci e il …

Aida Maria Zoppetti ⁞ COSA

Cosa
        – lì dove guardo –
        è un sostantivo
        cosa mi opprime
        e non dirò più nulla
        cosa scende la sera
        e cosa appare
        cosa sorpresa
        quando l’ho veduta
        rosa e leggera
        leggera è un aggettivo
        e rosa è il ramo
        (ignora il vento)
        – dormiamo?

Äricreazioneblog artificiale d'arte e artifizi

Manca il cappello in Ai no Corrida.

Qual è il segno più bello?│ Inchiesta esclusiva di Vuesse Gaudio per "Astra"

Sara Smigòro ░ Delirio del consumatore addormentato

Delirio del consumatore addormentato di SARA SMIGÒRO
da→ lunarionuovo  MARZO n.78, POESIASALA VITTORIO SERENI Bande sonore inquietano il percorso
nei sogni una catena spezzata
salda invece è ogni ansia
ogni mulino spinge ruote
ingranaggi in grano ingrana la massa
e già scrutina scompagina trasforma
molìre grano è il suo lavoro ingrato
non già grane nel vento se mulina acqua
le stesse bande larghe, strette,
brevi come la vita e quelle
criminali bande ribalde.
Nei tuguri il pane pesa più rovente
in grane il grano intero prima
oppure la farina
nel sacco di suo nel campo
ov’era stata stelo- spiga-
raccolto e alimento?
È tutto infine un vero tradimento
al seme ignaro
interrato per fruttare donato
alla terra per sfruttarne risorse
altro che dono di vita il parto è inganno
è sempre candidare alla morte
l’innocenza alla vita non richiesta.
Chi ha sonno e non vede dove
altri ha visto e dona una condanna.
Ecco allora le bande se sonore
se criminali bande paesane
tra clarini, grancasse trombe e m…