La figura flemmatica innamorata di Kenton Nelson ░
La figura di Kenton
Nelson è come se fosse continuamente sfidata da una situazione di
insopportabile gravità, è, in linea di massima, nell’archetipo lineare della
flemma dell’innamorata; più esattamente, in questo modo lei si descriverebbe in
questo momento, guardandosi come se fosse lei il visionatore e lei la figura
come personaggio, allora in questa rappresentazione è come se fosse , per
l’attante iconico che è, innamorata di un signore distinto, nobile d’animo,
colto, leggermente autoritario, taciturno e delicatamente travagliato; in
quest’altra rappresentazione ama un colto ma brutale studioso di astrologia,
che, in quel momento, sta amando una cultrice della materia del sanscrito o
dello shqip; nella terza o quarta rappresentazione, sembra che la studiosa di
sanscrito si sia invaghita del poeta irritabile, che dedito com’è ai piaceri
singolari, sta, intanto, coltivando una relazione con la figura che c’è nella
quinta rappresentazione, che, qui, non appare, ma è una di quelle figure dello Swim Party, e difatti ha lo stesso
Nageur della Maison Lejaby che indossava in spiaggia un personaggio di un micro
racconto di Gaudio Malaguzzi. In realtà, nessuna di queste figure di Kenton
Nelson ha una passione per la filatelia o si dà con veemenza nelle fantasie oggettuali
del poeta ormai privo di fantasia che appare nei microracconti di Malaguzzi, né
ha un disperato amore con un brutale tarocchista o mentalista o un sadico
zoologo; di una in particolare si può pensare che, come in uno dei piaceri
singolari del poeta privo di fantasia, sia entrata nello shummulo
di un capodanno, e quindi nell’archetipo di Bragalla e nello schema verbale
relativo.
L’iconicità
flemmatica della figura di Kenton Nelson non si consacra mentalmente a un
baritono rovinato dal singulto, come in una centuria par che voglia Manganelli[i], tutt’al più si consacra
anima e corpo a un visionatore che non ha mai visto una filatelica in costume
da bagno, né quell’altra disegnatrice di cuscini, che, nella centuria
anzidetta, sembra che ignorasse l’esistenza dello zoologo però veniva
puntualmente ad ogni plenilunio, ma anche nei quarti crescenti, pensando al
poeta che aveva semplicemente incrociato, un giorno tanti anni fa, senza
nemmeno guardagli la punta delle scarpe, sul marciapiede di una metropolitana.
[i] Cfr. la centuria Cinquantasei, in: Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.
[ii] Cfr. V.S.Gaudio, Come calcolare l’Indice del Pondus, in:
Idem, Oggetti d’amore. Somatologia
dell’immagine e del sex-appeal, Bootleg Scipioni, Viterbo 1998: pag.77.
L’indice del pondus, nel sistema di V.S.Gaudio, più decresce più ha valore
alto, per cui, nella forchetta del valore alto, si va da 12 a 20: il valore
alto 20 è meno alto di 19 e questo di 18…; nella forchetta del valore medio-alto,
si va da 21 a 26, e naturalmente l’indice 21 è il più “medio-alto”, nel senso
che è maggiore di 22, 23,26:
[iii] Correlando l’indice del
pondus pari a 20 con l’alfabeto mnemonico, avremmo per la cifra 20
l’archetipo-sostantivo “naso”, e per la cifra 21 l’archetipo-sostantivo sarebbe
o potrebbe essere “nodo”, difatti “n” equivale a 2 e “d” a 1, come “s” equivale a 0.