░ L'azzurro dei cavalcanti

Per un lettore culturalmente adulto !

spogliandoti , o semplicemente abbassandoti i jeans,
sulla staccionata come del tuo nome che
essendo di legno entra nella frescura e
rigirandoti in modo che piegata sulla pertica
ruotando nell’ombra che di traverso taglia
l’orizzonte del culo, così cambiando l’ordine
scambiando l’attesa in offerta protesa tanto
che la minchia gonfia questa anima del
cannone di qua e di là a fondo valle
enormi steri ammucchiati di escrementi
solidi e scuri sparando bordate di wenza toga
sul verde della tua wima questo abbia prima
della sera l’ombra piatta del bagnato e
l’azzurro dei cavalcanti soffochi tra peli e sborra
nella macchia madida che cola o stilla
sui bbalbuselli e si spande fino a che arrotondi
i tratti obliqui dei trenta gradi prima del tramonto
riga che ha succhi, acqua, rami del verde,
shcuma di proffia sul legno su cui sfreghi
l’odore pieno la scrittura della tua tuféra inzuppata


U Togu du Marsianu


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