"Vai a casa, Enzu'!"

Fotografia © Ernesto Timor, 2007
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A un certo punto la bambina mi mise proprio il viso
davanti con aria beffarda, ma la mia mano
restò ferma in aria come paralizzata quasi
fosse il monumento a uno schiaffo.
“Sanguini proprio!”
“Vai a casa, Enzu’!”
Continuai a camminare dietro alla bambina
cercando di afferrarla, ma senza convinzione[1].
[1]Si fissa l’alidada a zero; si avvita il cannocchiale astronomico con oculare a forte ingrandimento e si osserva la prescelta stella di terza grandezza. Rendendo eguali le luminosità dell’immagine diretta e dell’immagine riflessa, allontanando o avvicinando dal piano del lembo il collare che porta il cannocchiale, una delle immagini, a turno, aumenta di splendore.

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