Teeber e gli scalzacani poeti dei Pesci.


La striscia con Teeber che scopre di essere dei Pesci:
pagina 54 trad. it. citata
In una vignetta de I coloniali di Joe Escourido, c’è Dan’l, “lo stupidotto”, dice Maria Grazia Perini, che tradusse un intero “Eureka/pocket” nel 1975(*): “Ehi, Teeber, guarda! Il mio segno zodiacale è il Leone…quindi sono un Leone!”, e Teeber, che sarebbe lo spaccalegna, è invece uno scalzacane, è quello senza scarpe, come un poeta nel paese degli scalzacani, che, allorché si fece poeta tal Gaudio, perché se ne parrottiasse il senso, allora tutti poeti, li fecero venire, i coloniali, anche da tutta la circoscrizione pretorile degli arbëresh e degli ombroni, addirittura dal Ionio al Tirreno e dal Pollino, e..oplà: tutti poeti! Allora, nella striscia, Teeber: “Qual è il mio segno?”, e Dan’l:”Ora guardo..dunque tu sei nato sotto i Pesci!”, e Teeber sconsolato scalzacane dei Pesci, che è il segno dei piedi e delle scarpe e quindi degli scalzacani, e dei poeti scalzacani, e degli scarpari che, dalla sera al mattino, hanno il titolo di medici, e anche delle guardie forestali di tutto il comprensorio che afferisce all’Afor del paese degli scalzacani:”La solita fortuna! Come farò a pescarli ancora?”. Inutile dirlo: il paese degli scalzacani è anche il famoso paese in cui alcuni addetti hanno mangiato il pesce! Va da sé che prima o poi quello che faceva il giornalista per avere i soldi per la carta del giornale, e vendeva pesci all’ingrosso, povero Teeber, prima o poi sarà fatto egli stesso anche poeta, voi dite che sia un poeta dei Pesci? Craxi, lo sapete no?, era Pesci. Come Sandra Milo, d’altronde. Che è stata somaticamente una Pesce che sai dove se lo metteva il rombo di Lacan!


(*) Maria Grazia Perini, comunque, non era dei Pesci. Bilancia, con ascendente Scorpione, se non ricordo male: le feci il cosmogramma per una trattazione caratterologica. Aveva Giove sul Mercurio/Plutone del poeta, in Leone.
← La cover de I Coloniali edito e tradotto da Maria Grazia Perini nella collana diretta da Luciano Secchi, Editoriale Corno, Milano 1975.

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