Il limone del poeta dei Pesci e i peperoni di Sinise.


IL LIMONE DEL POETA DEI PESCI
Più tardi , pensò il poeta dei Pesci, mi farò una limonata. E nascose il limone nel cestino della frutta, tra arance, mandarini, mele, pere e melograni.
Poi lo dimenticò.
Ora, bisogna sapere che, essendo il poeta dei Pesci, un nettuniano incallito, un po’ soffre per la ghiandola pineale e un po’ per gli incantesimi. E poi ha bisogno del limone perché, quando c’è tutta quell’umidità nella zona paludosa dove fa il poeta suda più degli altri, perché l’influenza di Nettuno è considerevole soltanto presso i poeti molto evoluti e molto pii, che hanno una grande cultura, anche se fanno esorcismi e poi, di sera, non resistono alla tentazione dell’intrigo e dei gialli televisivi di Montalbano e di Camilleri, se ne impippano di tutte quelle serie che danno su “Top Crime”, e poi quando vedono Gary Sinise in CSI si mettono a ridere e guardano sornioni la consorte:”A Sinise, che dici? Gli piacciono i pipirussi ‘i Sinisë?”. 

Gary Sinise, che, non ci crederete,
è dei Pesci
 e Melina Kanakaredes,
che,invece,
come spesso è la moglie del
poeta Pesci,
è del Toro...
E la moglie, che è quasi sempre della Vergine o del Toro, a ridere dentro quella bolla di vita affettiva molteplice, profonda e allo stesso tempo sfasata, senza alcuna spiritualità sessuale, inquietante ed equivoca. Finisce che il poeta si fa fare i pipirussi cruscki alla maniera di Sant’Arcangelo, e la notte gli viene l’ossessione e il delirio sessuale, e certi fenomeni di possessione, incubi e succubanze, quindi al buio salta giù dal letto e cerca nel cestino il famoso limone per farsi quella benedetta limonata. La moglie, che non è fessa, l’ha seguito al buio e all’improvviso accende la luce, e cazzo, gli dice il poeta: “Spegni, no! Se no quelli pensano che stiamo guardando Montalbano e invece abbiamo mangiato i pipirussi i Sinise e ci mandano la bolletta della luce dal capoluogo di Sant’Arcangelo con la tassa sulla televisione dell’agenzia delle Entrate di Torino!”. O Madonna mia, esclama la moglie, che cos'è quella ghiandola pineale accussì gialla che hai in mano, non è che ti sei messo a leggere pure tu le fesserie che scrisse George Bataille su Gesuvio, l’ano solare e la ghiandola pineale? Ma quando mai! -fa il poeta nettuniano, che sta sudando peggio di una giovenca in calore- E quale ghiandola pineale sarebbe così gialla? Questo, sai cos'è? E’ il limone del poeta dei Pesci.

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