Diario di Massimo Sannelli │Milo De Angelis, la barca di Maria Callas e il poeta tranquillo


17 aprile 2018
Non vedrò mai Milo De Angelis in barca con Madonna, ma c'è la foto dell'Ambiguo in barca con Maria Callas. Il marchio Mondadori non farà mai di De Angelis un vero divo, ma una reliquia in una nicchia. Milo sarà più santificato che veramente glorificato, e questo per ragioni decise precisamente. Non si tratta di ragioni solo fisiognomiche, anche se la presenza fisica di Milo De Angelis non è televisiva. Si tratta di una scelta editoriale: la tranquillità, prima di tutto.
Preferisco la barca di Maria Callas.

La voce deve essere o afona o gridata, caso per caso; il corpo o troppo asciutto o troppo gonfio; l'abito o troppo dimesso o ridicolo: come il poeta borghese di Genova con la giacca da pescatore. Tutto
questo è letteratura. Il problema è che non c'è più il resto. Un poeta deve ostentare la sua limitazione al ruolo o agitarsi, ostentando. Non deve osare un perfezionismo tranquillo πολύτροπος, se no lo chiamano Narciso, e diranno che il narcisismo è fascismo, e costruirsi un pubblico è spettacolo. E io dirò che tutto questo è assurdo. E a me diranno che "questa è maninconia".
 MASSIMO SANNELLI

Diario.

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