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Aurélia Steiner Pedregoso. Quella che abita a Lisboa ⁞ 2

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Glielo dico baciandola, le labbra sulla pelle, glielo dico a voce bassa, glielo grido, la chiamo dentro il suo corpo, contro la bocca, contro il muro. A un tratto sto immobile, in un contenimento che mi fa gemere, non ricordo più il suo nome, le comment à nom, e poi, tout bas, di nuovo glielo dico con uno sforzo doloroso come se il dirglielo stesso fosse la causa di questo dolore.


Le dico: Juden Aurélia, Juden Aurélia Steiner.


Mi tengo all’entrata du combien di Aurélia Steiner, resto lì con il glande, tempo con una cura estrema, goupillage che non abbia mai fine, ma sia misura colma, le carambolage du limer. Puis je l’enconne, je lui donne l’aubade, glielo metto tutto dentro, je le lui mets tout dedans, mon braquemard.


Con un movimento lento, molto lento, inverso a quello del suo impeto, j’entre dedans le corps d’Aurélia Steiner, dans le comment à nom, son histoire.


La lenteur, la lime, du Cricon-Criquette nous fait crier.


Di nuovo, urlo i nomi, li ripeto piano, ancora.
Le dico ancora i nomi, glieli ripeto ancora, ma senza voce, con una brutalità che ignoravo, avec un accent inconnu. Le comment à nom. O como do nome.


Como è o teu nome?
O como do nome Aurélia Pedregoso.
Como você se chama?
Eu me chamo o como do nome Aurélia Pedregoso.

Le poète à cheveux noirs était allongé sur le sol de sa chambre. Il la regardait.
Aurélia Steiner s’est rendormie.
Puis elle a entendu qu’il disait que ses yeux le brûlaient d’avoir regardé la beauté d’Aurélia Steiner. Que son bateau partait à midi, qu’il n’appartenait à personne de défini. Que ele não era livre de si mismo.


Ele se chama V.S. Gaudio.

Ele não mora em Lisboa.

Ele não tem dezoito anos.

Ele escreve.



                                               da

AURĒLIA JUDĒJA PEDREGOSO
Aurélia Steiner de Lisbonne

Aurélia Steiner, quella che abita a Lisboa, non è quella donna estremamente colta di Karachi che ha ancora due passioni: se faire mousser le créateur e Maria Callas. E che mentre si rotola su sei tappeti Bakhtiari ascolta un’edizione pirata della Fedora.



Hit Parade della Settimana

Beyoncé, Sia & V.S.Gaudio ░ La “veduta” bionda dell’ esercitante

L’esercitante per la “Battaglia dei Gesuiti” e la doppia misura del piede♫
Quello che accade all’ascoltatore, quando  commuta il suo fantasma  che è essenzialmente visivo, è quello che accade all’esserci , come Dasein, abituato alla sua nevrosi ossessiva. Voi le sentite queste due che cantano e ciò che vedete è che vestono in grigio, hanno due vestiti identici, che indossano a turno. Hanno le stesse mutande grigie, che indossano a turno. Hanno le stesse calze, le stesse scarpe grigie, forse anche lo stesso numero di piede. Probabilmente si sono svegliate alla stessa ora, più o meno alle sette e un quarto, di questi tempi, e, quando viene il solstizio estivo, verso le cinque e mezzo, ora solare. Alle otto e alle sei già son pronte per cantare. Basta vederle camminare, appena fuori di casa, come se fossero  l’immagine ignaziana, che non è una visione- scrive Barthes-  ma  una veduta, e in questa veduta  il visionatore, o l’ascoltatore, inquadra sapori, odori, suoni o sensazioni[i]. Le do…

Telegramma della Giovane Poesia ░

ÆTelegramma di Marisa Aino a V.S.Gaudio 
militare alla Direzione di Commissariato X CMT Napoli: 
compleanno hemingwayano del giovane poeta
Marisa Aino e un irriconoscibile Vuesse Gaudio, militare a Napoli, in piazza Vittoria e sul lungomare Caracciolo: alle loro spalle
si intravede il Castel dell'Ovo


░ L'azzurro dei cavalcanti

Per un lettore culturalmente adulto !

Aida Maria Zoppetti ░ Duck

  alfabetizzazioni:    abcdefghijklmnopqrstuvwxyz

from↓ricreazione  blog artificiale d'arte e artifiz

Giovanni Fontana ░ Tarocco Meccanico Reading

TAROCCO MECCANICO
Dal minuto 6 e 5 secondi, non perdetevi  il Reading di Giovanni Fontana dal suo Tarocco Meccanico

SARENCO. La capra bollita del villaggio di Shella

La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…