Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

SHUMILLA.
SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

martedì 23 febbraio 2016

Poeta lineare per caso.▬ Mi metto anch'io a far singlossie?

Sembra che a questo punto siano possibili varie scelte: sì, no, e sfumature intermedie. Supponiamo di optare per il sì: io sono un poeta lineare e lui no, difatti smette e si mette a fare le singlossie. Ma a questo punto come rendiamo conto di questo bizzarro stato di cose? Perché io sono un poeta lineare? E perché lui fa le singlossie? Forse i poeti vanno e vengono nell’universo? E’ stato dunque solo per un caso che io sia lineare, tanto che, una volta assottigliata la linea del conto, smetta anch’io di fare il poeta lineare? Se diciamo di sì, o anche può darsi, che altro possiamo fare se non rassegnarci ad accettare il rapporto, misterioso e inesplicabile, fra la poesia e il corpo(naturalmente, di chiunque)? Non sembra infatti che qualcuno abbia una teoria coerente della poesia indipendente dal corpo, e neppure sembra averla. Non ci resta pertanto che rispondere di no.