Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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lunedì 7 marzo 2016

Ettore Bonessio di Terzet ⁞ Realtà e Reale

La realtà non è il reale 


Ogni oggetto d’arte è una cosa, ogni opera d’arte è una cosa. Che cosa li distingue?
Il primo è legato alla realtà, la seconda al reale.
L’oggetto d’arte è ripetizione di un modello della realtà, l’opera d’arte è fondatrice di reale. Quando si è nel reale si è nel permanente e si affermano identità e relazioni; se si è nella realtà si rimane nel contingente.
L’opera d’arte è corpo e corporeità, materia e matericità: corpo e materia legate alla realtà, corporeità e matericità al reale.
Il pensiero poetico/artistico è l’intelligenza dell’opera d’arte dove sorge l’idee di bellezza, il complesso del sentire e del capire un cosmo: il permanente che sorge dal contigente.
Il bello e il giusto sono concetti storici legati alle varie epoche in cui variano i costumi e i gusti, sono relativi, strettamente collegati alla mutevolezza, producono “il soggettivista” che impone le regole del gusto, andando “fuori posto”, creando disordine, negando simbolo mito significato, glorificando la povera metafora lontana dal reale.
àL'ARTEPOESIA CHE DEVE ANCORA VENIRE - IL DopoNietzscheDuchamp
Ettore Bonessio di Terzet