Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

SHUMILLA.
SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

mercoledì 27 luglio 2016

Il gioco di Bragalla ▌

Il gioco di Bragalla vs la battaglia di Bragalla

A Bragalla Maruzia[i] trova i frizzi
cosa le prude in questo bragard continuo
in questo giorno di gala
in cui si dà inizio al Calendario
andandoci in calzebraghe,
è là , allà che si va, a Bragalla,
per il tiro a cinque, l’imbragallatura,

che non è il tiro a quattro delle Daumont
come questo potrebbe essere il tiro
a cinque delle Brougham, o delle Brahall,
ma è il luogo dove si imbraca
la troia sibarita 5 alla volta,
dove lei va a fare la Battaglia di Bragalla ,
che a differenza della Battaglia dei Gesuiti
che è cinque(dita) contro uno,
questa alleca o adlecta una(troia) contro
cinque(cazzi) per volta tanto che poi
le venne il nome di Bragallata, per donna pubblica
Maruziola, per mariola
Maruziana, per zorziana
Bragalda, per magalda
e per questo giocare a mazzascudo o alla palla
fu diffuso il gioco di Bragalla,
in cui più uomini di Bragalla possiedono
sessualmente a turno, duci, regi, patrizi,
uomini di guerra ne fanno di Maruzia
imbragata il bragallo per giocare tre ore
ai billi et alla palla et anche a mazzasquido
come Ainea a piuol pose Dido
giocano questi vecchi porci a mazzascudo
e per cominciare fanno al duro e molle.
Da V.S.Gaudio | Bragalla © 2009



[i] Bisogna evidenziare il fatto che il tarocco 12, che attiene a “Marusalla”, che, fatto della somma di Maruzia e Bragalla, denumerato con l’alfabeto dei Rosa Croce, non è altro che la somma cabalistica di 129:1+2+9=12, è l’arcano che indica la raccolta del seme gettato addosso e per terra o in culo; è la manifestazione della libido che manca di un oggetto individuale, la oblatività della lussuria che si fa “imbragallatura”, è il “mullar del poi”. Il 12 è il fantasma erotico irrerpinibile che attiene al pensiero troppo sublime per poter essere reso intelligibile; è nella tatrade comparativa in cui sopra c’è l’arcano 11, la forza, il tarocco dell’azione e dell’atto, del mettersi in mostra e della pratica operativa, che è il tarocco finale prodotto dal numero onomastico dell’atrice: Maruzia, che fa 92, e il cognome A(…)s, che fa 51: 92+51=143-78=65, che è il Re di denari, ovvero 6+5=11. Inutile precisare che nelle undici coppie di Wirth, il 12 è nella coppia XI, l’infinitismo sessuale che viene reso fantasma irriducibile, oggetto a bragallato. L’imbragallata va, nelle vie Sephiroth, dallo splendore(per il bagliore ainico) alla forza, da Hod a Gerurah: che è il pilastro e quindi il meridiano che si connette in senso latitudinale al centro della bellezza con la via Ayin, che è virtù del tarocco XV, e del relativo gioco, quello del diavolo, che, nelle carte Esseilla, è la “forza maggiore”; nei tarocchi del Mantenga, il XII è Urania, la musa  della cosmologia e dell’uranismo. Marusalla è l’imbragalla, la donna dell’”hang up”, in cui l’intimo viene alla luce, ecco il bagliore ainico questo Heimlich illuminato e sospeso, a Bragalla, che ha dentro Bhray, “splendere”,”illuminare”,”scintillare”; Brhat, 2alto”,”solido”; Bhram,”girare intorno”, la circolarità anche di un luogo. Il senso ottuso di Maruzia o Marusalla a Bragalla è il senso ottuso che giuoca a mutola e con il bagliore ainico fa del gioco del diavolo  la luce incessante dell’indistruttibilità dell’Altro, illumina e spegne la fatalità indistruttibile dell’Alterità. Che resiste a tutto, tanto che essendo così radicale diventa introvabile e irriducibile, anche se la fatalità entropica dell’oggetto a può ancora forzare all’estraneità l’inintelligibilità dell’Altro passando al Meridiano anche in altri luoghi ma con le valenze simboliche connesse all’oggetto a. La contiguità frattale di Maruzia e Bragalla è una rifrazione del mondo, nel suo dettaglio, ad armi pari: lei, con le calzebraghe, l’arnese e la bardatura della giumenta; il luogo, con l’arma che bragalla. E’ la forma segreta dell’Altro che si è fatta forza dell’immagine immobile, dove, a Bragalla, quando, allora, quel giorno, in cui il passaggio di Maruzia al Meridiano 16°08’ è nel fotogramma “appicato” al culmine del gaudio, della drammaticità.