Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

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SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

martedì 2 agosto 2016

La giostra sibarita allà ░

La giostra sibarita o la quintana saracina e i 112 istrumenti

Mah che è il magnificare,
la copia di maha, che è questo fare copia di sé
per il Calendario, il fantasma irriducibile, la copia
che è Fong, loggetto a che per tre anni chi ne fa
copia vagabonda ai limiti del cielo a Bragalla[i]
ne fanno mutande a tutto paragone
in quel posto, allà, dove fu imbragallata
nella giostra sibarita, quanti Enea a piuol
la posero come Dido Maruzia quei giocatori
di Antefluvius a mazzasquido e per cominciar
facevan al duro e molle tanto che quel che
fu trentuno divenne 92 o 112 che le fecero in giostra
il 66 perché è nel territorio di circa 66 chilometri quadrati
o meglio 65 e 29, in cui il chilometro ha il numero del Re
di denari che è nel tarocco del Gioco del Poi
e 29 è il Brindellone, il denaro della cinquina,
la quintana saracina, la giostra sibarita che si fa
una a cinque e quello che lha imbragallata esce,
come il marito nel gioco degli zingari, va ad attizzare
la fornace e dentro a lavorare alla prima camera viene
quello che lavea bagnato nel fluvius, cosicché
ora qui entra chi se lera fatto imbracare in mano
o chi caricava lorza o lo teneva in tiro pronto
e parato a travagliare in bocca fino a che
la correggiola, che è questa gherminella zingara
fattasi giostra saracina, porti dentro, a Bragalla,
tutti gli oggetti declinabili, ovvero 4629 x la declinazione
del sole che è 23 allinizio del Calendario diviso 100
che fa 1064 o se le armi non sono tutte in forma
si potrà ovviare con la formula 4629:41, che sono gli
anni di Maruzia, che dà per somma 112, che è il posto
da cui la troia sibarita è venuta a fare Bragalla,
cosicché Maruzia ne prenderà nellantefluvius
112 di strumenti, ed essi saranno, se agricoli, nominati
cavicchio, erpice, manaiola, marra, palo, pertica,piantatoio,
piolo, roncola, stollo, vanga;
se di uso domestico,
bastone, cannocchiale, chiave, clistere, manico, matterello,
mestolo, nerchia, pendolo, pennello, pestello, stanga, trave, verga;
se armi.
attrezzo bellico, brindellone,cannone, clava, daga,fucile, giavellotto,
mazzafrusto,pistola, spadone, stocco;
se personificazioni,
amico, babbo, brigante, costui, individuo, lavorante, mugnaio, nemico,
ospite gradito, padrone del gaudio, personaggio, protagonista, tale, re di denari;
se personificazioni ecclesiastiche,
chierico, diavolo, guardiano degli orti, ingannatore,
maledetto da Dio, prete, priapo, proposto,malaguida;
se sostantivi,
affare, argomento, arnese, attrezzo, cosa, coso, istrumento,
marchingegno, omaggio, ordigno, quellaffare, quella cosa,
quel coso, quella faccenda, roba, utensile;
se pronomi,
cotale, la, lo, quello, suo;
se concetti  astratti,
arbitrio, attributo, caso, conoscimento, coscienza, desiderio,
discrezione, erezione, maestria, maneggio, mestiere, natura,
onore, pensiero, prominenza, ragione, senno, sentimento, usanza;
e di questi 112 strumenti, allora, ognuno per Maruzia,
ebbe il nome come la giostra saracina di Bragalla
con cui celebrò larte dei poeti e lastrologia,
è questa la parola? Qual è la parola?
La cura sottile o sessantasei, il gioco del diavolo o
Maruzia che rinnega la fede, fin da questo, dato da questo,
da quello, quello, questo, costui, qual è la parola, questo qui,
costui che è dentro, è il mugnaio, il brigante, che stanga,
è il palo, la pertica, il padrone del gaudio, è il personaggio,
il protagonista, il cannone che è in Calabria e bragalla, impala
frega nel pelo, tenta nella pazienza, toglie la prelibatezza saracina
e sibarita, qual è la parola, dove, là, allà, Bragallà, laggiù, lontano,
allà, lontano, lassù, imbragallassù Antefluvius, Monte Alto, Podere
delle Braghe, Quel posto, Quel Paese, Allà, Quel posto, qual è la parola,
visto tutto questo, tutto questo costui, armato e baldo,
dritto e duro, impronto, o che pazienza in ghingheri,
o che maestria in tiro, o che appetito allordine,
o che usanza parata e risoluta, o che discrezione in tono
tutto questo questo qui
fantasia di vedere quale
intravedere
credere di intravedere
là allà lontano lassù
a fioco quale allec
pissac, scatapicchio e spaccapassera,
spirito e ventinove, pingherlone e minchia
maledetto da Dio,messer Mazza e signor Bragallone,
qual è la parola, laggiù, lontano, a Bragalla,
luogotenenza dellimpero o podere della cinquina,
vescovado della Bestia, Poggio della Bragana,
meridiano della macchina a stantuffo,
Meridiano del Mazzapicchio, Luogo del Cotale,
laggiù dove la, lassù dove lo, dove Quello,
il posto del formato e della mercanzia, dellattrezzatura,
dove si va a Bragalla, e si va a Lecco,
e a mungere, a pompinare e a fare quel servizio,
qual è la parola
succhiacazzi, carrellante, sparapippe
smallaquesto, smallaquestoqui, come si dice,
qual è la parola, la saracina va al fottisterio,
strafotte e puttaneggia, dà una sbattutina al manico,
imbecca e dà da beccare, si fa ingollare, imbragallare,
questo, allà, è questo qual è la parola giocando alla mutola
la giostra di Maruzia a Bragalla, che andando a Bragalla
si toglie luovo alla gallina, chi lè dentro e chi lè fora,
chi imbotta e chi irriga, chi lambicca e chi sgocciola,
chi spruzza e chi cola, chi scarica la balestra e chi sborra,
chi da nettare e chi miele, chi liquore e chi fa la saponata,
chi fa la spuma e chi il succo, tutto questo questo qui
fin da questo al Cotale dove è là che si va in calzebraghe
ad aprire il Calendario, il bagliore ainico che si è visto
è questo che si è intravisto là lontano laggiù, a Bragalla,
il Monte Brekë, quel posto, il luogo più stretto e segreto,
il ristoro, la Taverna del Pelo, dove è lì che la Bragalluzia
è bagascia, bucaiola e culana, pescatrice e piglianculo,
qual è la parola, questa, altra cosa, cavalca il muletto,
fa lamore a secco, infilza perle e zucchero candito, mena luovo,
pesca e prende al buio, sollazza preti e toglie un bocconcino,
tenta nella pazienza limbracatura allà a Bragalla,
tutto questo , questo questo, questo qui allà
qual è la parola?
Da V.S.Gaudio |BRAGALLA |©2009


[i] Fong è l’esagramma  55 dell’I King: sopra c’è il trigramma Cenn, l’eccitante, e sotto il trigramma Li, il risaltante, che fanno durare questo “fare copia di sé” per dieci giorni tanto è irriducibile il fantasma e per tre anni chi ne fa copia “vagabonda ai limiti del cielo”: cfr. I King, trad. it. Astrolabio, Roma 1950: pagg. 235, 500, 502.