Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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giovedì 1 dicembre 2016

Jolanda Insana▐ La Stimmung di mezzo chilo

L’ammašcante rubapulle.
La Stimmung di mezzo chilo con il Mondo di Jolanda Insana

Fosse stato per l’incacchiatore lustrastilemi o per il dialetto rubagalline
e la lingua scofanata, e anche perché allupato amàsio di vernacoli non
lo ero mai stato, né mai poi ancora ci mettemmo a farcela indringhete-ndrà
seppur per taberne e piole arronzammo in oltremisura di strettura
il rubagalline che non parla assestato per bocca dei poeti laureati
tra arci e altri monti, anche il monte Bianco per via di questa città
che dentro ormai distribuisce a destra e a manca
pillole per la sguaiata picia o rata voloira
una sera feci una lunga pisciata a ridosso di un muro
alla Crocetta e all’improvviso s’allumò dentro
l’acqua e la pioggia e dentro la capa del poeta
t’avrei riscritta nel By Logos la tua poesia[i]
in ammašcante per fare luce nell’acqua e vedere
l’ammušcata pillola per la zoccola o lo spirito
u cianciârùsu che è come un liquore che si compiace
in bei discorsi l’incacchiatore lustrastilemi chissùtru
che parla e piscia per bocca dei poeti laureati della
bottega , la cùria, o della banca, ‘u còscu, pisciare
farebbe agghjagghjare, u puête ha ‘ggghjagghjàtu supr’a rota
il poeta ha pisciato sulla ruota, la pioggia è ‘a wènza,
e l’orinale non può che fare ‘u wenzatùru,
certe volte si piscia nell’allenzaturu pur
essendo laureati, occhio sta per finèstra
e finestra è ‘a scursènta, fossi stato a pisciare
alla Crocetta in un vicolo sarebbe stato
strìttuwa , quasi quasi come via Barbaroux
che se hai la cartina di Torino vedi che sta
da tutt’altra parte il rubagalline che non parla assestato
e si prepara a un’aulente squacquerata
le galline sarebbero pulle, il gallo è ‘u pullu
pensa un po’ cos’è la polla, è lui il sardânte,
il ladro, ‘u sardânte ‘i pulle, il rubagalline?
La lingua scofanata, che c’era nella tua poesia
nell’esperimento di By Logos che era la numero 22
e io non me ne sono accorto, l’ho visto dopo
dentro ‘a scartoccia, che è il libro, quando si
fece luce, muccùsa, sul mistero dei poeti
quella mattina ricordo che il mondo mi parve
di mezzo chilo, menzu ‘mbrògliu, dicono i
quadarari, e allora dissi quant’è che pesa
‘u chjignu, per essere un maglio, ddrugu, o cacafòcu,
fucile o pistola che sia, vuoi che non debba essere
almeno nu ‘mbrògliu e menzu, anche se dicono
che sia leggero come una piuma e che non sia piombo
o câmpânâru, e nemmeno pietra, cuticchjune,
t’ho mai detto di quella mia amica Furgiulia Cutucchjùna 
che faceva la caggiurra a Praga?
Poco poco finisce che esce fuori che a Lyon mi ritrovano l’altra
amica e parente che fa ‘a pìcara, così il triangolo
magico è chiuso, lo sai che, a pensarci adesso,
tu che eri il poeta numero 22 eri come la carta del mondo
nei tarocchi, che quella mattina quando ricevetti il
libro di By Logos pesava sì e no mezzo chilo[ii]?
!by V.S. Gaudio


[i] LUI E LEI(IL DIALETTO RUBAGALLINE E LA LINGUA SCOFANATA), la poesia numero 22, di Jolanda Insana, in BY LOGOS, a cura di Silvio Ramat, Cesare Ruffato, Luciano Troisio, Lacaita Editore, Manduria 1979.
[ii] Un po’ come questa Stimmung che è di 534 parole, che, vai a vedere, farebbe mezzo chilo, essendo Pound 453,59 grammi. Una Stimmung di mezzo chilo, come il Mondo, che eri nel By Logos, eri la 22, non è poco, che è ccapi, e dentro l’anima ci capa, è più della libbra di carne di Lacan per l’oggetto “a”.
è anche su lunarionuovo n.75
 LUNARIONUOVO Rassegna mensile di scritture letterarie, fondata e diretta da Mario Grasso