L'aoristo dello Shummulo di Cat Power



V.S.Gaudio


Ci vuole poco per suonarle un bolero
a patto che Cat Power come Camilla Lopez
abbia un segreto e la sola maniera che lo abbia
è che Arturo Bandini non voglia conoscerla
né farsi riconoscere, la sola maniera di non incontrare
Camilla Lopez è di seguirla e fin tanto quando
avviene lei esiste, un po’ come il fallo che
per quante volte sia presente, visibile, nella
forma di un funzionamento del pene, quante
volte possiamo leggere che non lo si vede
al suo posto?
L’azione dello shummulo che, in qualche modo,
rimanda allo Shofar non foss’altro per quella sorta
di tremolio tipico di un certo modo di suonarlo
che viene detto “Zikkaron teruah”, non ha lo svolgimento
rituale delle feste ebraiche, forse per questa sua
retorica negativa ha i tempi dell’aoristo
e quindi, come l’oggetto a, ha tutto un ciclo emotivo
a cui attenersi, un’unità di tempo della musica più
antica che ritorna nel bolero o in questo accento
melodico che quando Cat Power canta ha un marcatore
che ne riflette la luce o il centro di gravità è del motivo
tanto che dando i numeri delle sue coordinate
Arturo Bandini o il poeta possa farsi un fantasma antropomorfo.
Si può dire che Cat Power abbia uno stile a futuro contratto
e insieme sigmatico, un po’ da futuro dorico, che, se vogliamo,
è anche dentro l’aoristo dello shummulo,che è sempre
da presente-aoristo e allora non si fa con Camilla Lopez
ubriaca di whisky e dolore, figuriamoci se ubriaco di
whisky a settantotto cent, tutto nudo ad eccezione di un’inspiegabile scarpa, 
addormentato tra i suoi singhiozzi, infastidito solo dalle
lacrime calde che gli cadevano sulle labbra,
lacrime salate che gli ricordavano Sammy
e il suo orrendo manoscritto.

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