Infanzia dei poeti ▒ Diario di Massimo Sannelli


V.S.Gaudio
in bluefish (bluesmallfry)
 swimwear.
1958
10 giugno 2018
Poesia dei contemporanei, italiani, viventi: si capisce chi ha avuto un'infanzia atroce? No.
Si capisce chi ha subìto violenze e bullismo? No.
Qualcuno ha avuto famiglie violente e insegnanti feroci? È certo. Ne scrive in versi? No.
La poesia contemporanea tende ad esprimere uno stile o i fatti dell'adulto, non i fatti del bambino. La poesia esprime una posizione, che in genere riguarda la posizione della poesia stessa, e quindi è una posizione innocua, detta da una retorica innocua. O non c'era nessun bambino da vendicare o il bambino invendicato, se c'è, non è in grado di parlare, ancora.
O non vuole o non può. O non gli conviene, ora: gli basta essere vivo, con la sua retorica innocua. Ma se tu non parli dell'inferno, l'inferno ti rincorrerà: lo incontrerai di nuovo, da grande, sempre, non in forme violente ma nella forza del Grottesco, di solito. Avrà anche l'aspetto dell'amore piccolo, qualche volta: l'inferno sarà l'amore piccolo e sarà Grottesco.

È triste. Significa che la mia poesia - cioè la mia vendetta - non trova compagni: ascolto sì, rispetto sì, compagni no. Ma questo non è possibile, se i numeri sono i numeri: dove sono i poeti chiamati femminuccia da bambini? dove sono i bambini prodigio picchiati sulla piazza e davanti alla scuola? dove siete, cazzo, dove siete tutti? Se siete poeti oggi, a dozzine, significa che ieri eravate dozzine di piccoli mostri angelici, esposti ad un possibile massacro, prima: ma perché non lo dite pubblicamente, perché?
Si parla del poeta-bambino anche nel
 testo su questa "poetry-song"


Montaggio. Raddrizzare una chiesa che cade o una torre obliqua è un lavoro da uomini liberi. Quindi: arte liberale, ancora una volta.

Immaginazione: c'è un reincarnato, che prima fu ricco: ora no, non in questa vita, ma prima sì. In un'altra vita aveva il giardiniere, l'autista, il cameriere; li pagava, li trattava con distacco ma con rispetto. Non ne ha mai approfittato con ferocia, ma con sprezzatura: lo sa e ci vuole credere. In questa vita non è così: fa tutto da solo, con la stessa sprezzatura di una volta, e per guadagnare ha bisogno di clienti. I clienti sono il giardiniere, l'autista, il cameriere: anche la servitù si è reincarnata in vari professionisti. Naturalmente questa è un'allegoria, ma dice bene la situazione. E questo è un diario, che non ha bisogno di esitazioni e modestie.

L'ex ricco è creativo, molto. Deve produrre sempre molte opere, di aspetti diversi. Le deve traspirare fuori di sé. Le deve togliere dal corpo, se no diventano enfiature e dolori. Deve svuotare sempre il suo corpo. Poi deve riempire una vita senza compagna e senza figli. La solitudine scelta non è un peso, ma chi non si crea una famiglia ha una quantità di tempo enorme, quasi inquietante: ci vuole molta forza per avere tanto tempo.

Il rinato, l'allegorista, si lascia parassitare, e anche i parassiti sono attaccati al corpo. Anche in cambio di poco denaro, perché gli sembra strano prendere i soldi del cameriere e del giardiniere: si sente sempre un po' ladro, in realtà, ma poi prende i soldi, in cambio della regola d'arte, frutto del corpo. E intanto può togliersi un po' di peso, sempre dal corpo.

Di tutti i suoi clienti, ne stima davvero uno solo: un imprenditore, di cui si dice che "non ha anima". Si tratta di un uomo che vive perfettamente sul piano della realtà e dell'organizzazione del tempo. Questo imprenditore non sembra uno che gode con Mozart o con Stendhal; non è un vampiro, che succhia il sangue di Bene e di Godard; non è un poeta, ma non è nemmeno volgare. Questo cliente è stimabile e stimato. Perché? L'ex ricco, il reincarnato e l'allegorista, senza servitù attiva, ci pensa. Arriva alla conclusione, una domenica mattina: questo cliente è un utilizzatore educato e preciso di tutto. Come lui. Perché non l'ha capito prima? Ora l'ha capito. Lo stima per questo atteggiamento, in cui si riconosce.

L'allegoria finisce, come un sogno. Allora il Soggetto ringrazia in silenzio la clientela, per la sua funzione pratica. La funzione è alleggerire il peso, come la servitù ideale. In questa vita l'alleggerimento ha due aspetti: dare soldi, così la solitudine può esistere; prendere opere dalla corrente che le porta, così la corrente può andare.

! MASSIMO SANNELLI

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