Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

domenica 26 febbraio 2017

░ Questa ombra più colma di azzurro

le parole e le voci di ragazzi e di altre donne
sono interrotte dall’albero che taglia l’aria
questa tua forma che pone il verde e il blu dei jeans
che separa e ‘mbratta il meridiano del podice
l’erba tagliata e il concime di strunzi gruossi
di murfusune per nutrire il paesaggio

la macchia secca del tessuto, questa ombra più
colma di azzurro sul buco in cui il verde
contro questa linea che va tagliando ‘u sule
non c’è vento troppo largo per bere la polvere
né lampo di luce o linee più chiare del tuo podice
il suono scende anche per gradi
la montagna,’a spaccusa, lo preme e poggia sulla staccionata
l’aria si volta e la tua carne bardata s’impracchja
su per le gambe e più su si gonfia ra cammisa che
ha un sentiero tracciato ad altezza  da finestra
fino in fondo supr’a peddra di minne  e di jirita
ca ‘u munnu  tengono sulla linea del tuo meridiano


da U Togu du Marsianu


giovedì 23 febbraio 2017

Marisa Aino ♦ L'unghia e la scoperta del segno









Marisa Aino !
L’unghia e la scoperta del segno


5.
l’uomo è un prototipo esemplare
la donna estrae controlli e varianti
scopre il segno
proietta
regola
nasconde la sua ferita
chiede coll’unghia
l’incisione di un’identità

6.
se lo segui
non avere testimoni
non troverai molti corridoi
per eliminare il gioco
partecipa, cerca per esempio
l’illusione dei vinti
soltanto così
chi crede è un campione

8.
si propone
arte sottoposta per evitare
risposte
affidate alla selezione
elimina
l’attuale fase di passaggio
tra i minimi gesti
superando il rodaggio




daMarisa G. Aino, da Il rodaggio dell’identità, L’Assedio della Poesia”- "Prospettive Culturali" n.2-3, Napoli aprile-settembre 1988.

lunedì 20 febbraio 2017

La Gioconda ░ 31


v.s.gaudio  La Gioconda
│La pagina iniziale del saggio di v.s.gaudio 


la battana 191 
anno L fiume-rijeka gennaio-marzo 2014

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l’ebook La Gioconda by v.s.gaudio

 Leggi anche l'ebook BRIDGET T. 


sabato 18 febbraio 2017

Genealogia dell' Aino▐ La 1^ Famiglia


GENEALOGIA DELL’AINOv
“Nel  XX secolo mi venne detto dal Gran  Navigatore o Marinaio di cui al (mio) Nome  greco  Aineo che, in sostanza e per effetto del significato stesso, la 1^ Famiglia di questo territorio che avrebbe avuto il codice catastale L353 era quella di Aino, di cui all’americano mio nonno Dominick Aino. Adesso, nel XXI secolo, visto com’è andata e come fu predisposta la mia Biografia, anche nel senso di A.N.Whitehead, quello di “Avventure d’Idee”, che, caro il mio Vuesse, è entrato anche in più di una tua Lebenswelt, e in virtù di essere la moglie del poeta di cui all’altro Nome latino che rivendica lo stato di 1^ Famiglia, in questo territorio interamente occupato dagli italo-albanesi e dai  sedicenti “Ombroni” di Albidona,  che devo dire? Che se non fossi stata  la discendente più buona della 1^ Famiglia e tu non fossi stato il discendente più fesso dell’altra 1^ Famiglia, e fossimo stati discendenti, e per questo non  più i  più fessi, di due famiglie di seconda o terza fascia, questo Stato, della mia vita e della tua e di quella di chi da noi discende, che cosa ne avrebbe fatto, avrebbe sempre mandato un ombrone ad amministrare il territorio L353 proprio quando ci fecero andare prigionieri nella torre a sei piani, che sul terrazzo aveva rispostigli stracolmi di immondizia infinita,  di quell’altro ombrone, la cui moglie apparteneva, prima di sposare quel venditore all’ingrosso, all’altra Famiglia che aveva predisposto  attorno a te, in corso Vittorio Emanuele III, vicino al passaggio a livello, la prigione di tuo nonno che sarebbe stata la tua e, quindi, anche la mia?”

lunedì 13 febbraio 2017

domenica 12 febbraio 2017

martedì 7 febbraio 2017

SARENCO. La capra bollita del villaggio di Shella




La capra bollita del villaggio di Shella
Ho mangiato la vecchia capra bollita,
ho intinto il pane nel brodo scuro
insaporito con pepe, masala ed iliki,
ho scambiato quattro parole in kiswahili
coi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,
ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,
ho pensato alle chiappe di Fatuma,
mi sono trovato sulla strada del ritorno,
mi è venuta una grande tristezza,
per un attimo ho visto la morte,
ho dato fondo all’ultima vodka
e finalmente ho dormito il sonno del giusto.

1990

ê
1.
SARENCO
POESIE SCELTE
1961-1990

POETRY IS OVER COLLECTION

v In memoria di
Isaia Mabellini,in arte SARENCO
Sarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Biennale di Venezia, una partecipazione alla Documenta di Kassel e una partecipazione alla Biennale di Siviglia. Ha pubblicato una trentina di libri, fondato numerose riviste d’avanguardia (la più famosa delle quali rimane Lotta Poetica). Negli anni ’80 si è trasferito part-time in Kenya, realizzando opere di forte impatto anti-coloniale, in seguito alla sua amicizia e collaborazione con i grandi eroi Mau Mau,sopravvissuti alla mattanza del colonialismo inglese. Rientrato in Italia per problemi di salute, ha costituito con il fratello Oriano la ‘Fondazione Sarenco’ che, tra le altre cose, si occupa del suo lavoro e dell’organizzazione del lavoro di alcuni dei più interessanti artisti africani contemporanei. Attualmente vive e lavora a Salò, sul Lago di Garda, dove si occupa del riordino di tutte le sue numerose pubblicazioni, della conservazione dei suoi cinque film (presenti per ben due volte a Festival Internazionale del Cinema di Venezia) e dei suoi dieci video-film professionali. In Fondazione 107 Sarenco presenta Le carte di Salò, un’unica grande opera composta da 200 collage realizzati nel 2015/2016 durante un periodo di riposo forzato durante il quale l’artista ha ricostruito il suo percorso artistico rielaborando le opere più significative dal 1963 ad oggi attraverso l’esercizio della memoria. L’installazione si sviluppa tracciando una linea continua che seziona lo spazio espositivo tagliandolo in due piani. Al centro della sala esplode Caravanserraglio, una selezione di opere a partire dagli anni ’90 che costruiscono una grande installazione. Scultura, pittura, collage, fotografia e performance sono presenti in un allestimento che evoca il nostro immaginario nel Caravanserraglio, luogo di riposo e di ristoro per i viandanti ma anche territorio di incontro e di scambio. Sculture alte oltre 4 metri laccate di bianco raffigurano i ritratti giovanili dei poeti amati da Sarenco, i ‘veri giganti’ della cultura del XX secolo: Marinetti, Apollinaire, Tzara, Breton così come grandi dipinti su corteccia realizzati in Africa: superfici su cui parola ed immagine si integrano, sovrappongono e talvolta contrastano in un gioco in cui la traccia è la storia poetica dell’artista, o quadri con le ceramiche di Siviglia realizzate in occasione della Biennale, con il materiale tipico utilizzato dagli artigiani di questa città. Con Il Poeta è nudo, installazione a terra disposta a tappeto, attraverso la provocazione (Aiutate l’arte, grazie per l’offerta), Sarenco testimonia il ruolo del poeta contemporaneo, ultimo anello di un sistema economico indifferente alla sopravvivenza della “vera” cultura, quella dei “no-man” (i poeti, gli artisti non ufficiali, ecc.). Un‘installazione di pali funerari Giriama (una tribù della costa del Kenya), ognuno dedicato a un poeta morto, quelli che hanno fortemente influenzato la sua vita di poeta e, nel caso dei poeti contemporanei, i compagni di viaggio che hanno condiviso con lui la gioia e il peso di essere ‘poeti’. 14 lavagnette scolastiche organizzate come una Via Crucis o le sculture di un’installazione di donne della tribù Maasai del Kenya, che cantano contro lo stupro durante la lotta di indipendenza organizzata dai Mau Mau del Monte Kenya contro i colonizzatori o i 3 Black Voyeurs, installazione scultorea in cui gli africani prendono coscienza della loro identità vitale e culturale diventando ‘personaggi pubblici’. Chiude questa rassegna antologica la rielaborazione del portale di Aushwitz di cui Sarenco ha modificato la famosa scritta sostituendo la parola ARBEIT (“lavoro”) con la parola GEDICHT (“poesia). In una sala a parte sarà esposto African Dada, in occasione del centenario dalla nascita del movimento Dada (1916) sarà presentata un’importante opera composta da 42 tavole e 1 scultura raffigurante il dittatore Amin Dada secondo una teoria che sostiene che i tre grandi movimenti artistico-culturali delle avanguardie storiche del Novecento (Futurismo, Dada, Surrealismo) abbiano radici profonde nell’humus dell’Africa Nera. 
Il catalogo dell’ultima grande Mostra di Sarenco: alla Fondazione 107 di Torino, tra maggio e luglio 2016, con testi di Achille Bonito Oliva, Enrico Mascelloni, Sarenco, V.S.Gaudio.

domenica 5 febbraio 2017

La Divina Provvidenza tra Texas e Meisterpunkt.

Meisterpunkt 33SXE287105 
Foglio 222 Carta d’Italia 
Torre Cerchiara III N.O. 
Istituto Geografico Militare 1943/1958
Ecomostro della Divina Provvidenza al Meisterpunkt del visionatore
Instantphoto by Blue  Amorosi 
4 febbraio 2017 17.00


The Texas Chainsaw Massacre 2003
Jessica Biel e il mostro della casa che, guardando l’ecomostro qua sopra di chissà quale Divina Provvidenza per tenerci i “matti”, questa lampeggia nell’archivio del conscio collettivo del visionatore

mercoledì 1 febbraio 2017

Genealogia del Gaudio▐ La 1^ Famiglia



v Genealogia del Gaudio

Il Maestro dello spirito che vola nella controra:“La ragione del nostro stato di famiglia e del nostro Nome è che noi siamo la 1^ Famiglia in questo territorio che avrà il codice catastale L353." Questo disse nel XX secolo il Maestro di cui al Nome; il poeta,nel secolo XXI, visto com’è stata predisposta la sua biografia, anche nel senso di Alfred North Whitehead, ha aggiunto: “E meno male che era la 1^ Famiglia, che se fosse stata la 2^, che cazzo avrebbe fatto questo Stato della mia vita connessa al Nome che quella cosidetta Famiglia  mi aveva imposto?”

martedì 31 gennaio 2017

AURELIA KYLIE MYNOUGHT. Aurélia Steiner de Melbourne

Le texte qui a pour titre Aurélia Steiner est suivi d’un autre texte du même titre, Aurélia Steiner. Un troisième texte suit qui port également ce titre. (...) On peut, pour plus de facilité, les désigner, dans l’ordre de l’édition, par les titres: Aurélia Melbourne, Aurélia Vancouver, Aurélia Paris.
MARGUERITE DURAS
(Le navire night, Mercure de France, 1979)




Questo testo, che ha ugualmente per titolo Aurélia Steiner, è composto da quattro testi in cui la figura principale è sempre Aurélia Steiner. Il primo testo, quello che riguarda Aurélia de Lisbonne, lo si può designare con il titolo Aurélia Pedregoso; il secondo, che riguarda Aurélia de Vancouver, lo si può designare con il titolo Aurélia Jewess Stone; il terzo, che riguarda Aurélia de Melbourne, lo si può designare con Aurélia Kylie Mynought; il quarto, che riguarda Aurélia de Buenos Aires, lo si può designare con il titolo Aurélia de la Piedra.
V.S. GAUDIO
(Aurélia Steiner, La langue toquade, Mercurio d’Italia, 2004)


·







Dans la chambre obscure, Aurélia Steiner lui a parlé de ces amants du rectangle blanc, elle lui a raconté l’histoire.
Elle a chanté.
Elle lui parlait, chantait, et elle entendait l’histoire.
Elle la sentait sous soi, minérale, de la force irréfragable de Dieu, l’histoire.


Aurélia écrit tout le temps, toujours ça, rien d’autre que ça.


Dans la chambre, je suis la femme qui se fait mousser le créateur, se colle une douce avec un godemiché, a dildo, gros, épais et élastique. Je viens avoir le sixième bonheur consécutif. D’abord je m’étais modérée à le frotter contre le Calibistrix, the Coozey, puis je m’avais enfilée la punaise, la caboche, the Head, entre le lèvres de l’histoire, toujours en stimulant le Calibistrix avec cette queue; puis je me l’avais introduit plus à fond en excitant le Calibistrix seulement de temps en temps; et après, couchée sur le dos, avec les jambes pliées, je me l’avais fourré jusqu’à fond; j’ai à peine fini, à genoux, en soutenant moi sur une main libre entre les jambes, de me pénétrer l’histoire par derrière; maintenant, mise à genoux, avec les fesses sur les talons, je saisis le “dildo”, désormais complètement enfoncé au dedans, avec toutes les deux mains, et je me se lance contre en mouvant les hanches, avec la précision et la force d’une danseuse.

C’est que je désire. Que cela vous soit destiné.


Où êtes-vous ?


Comment vous atteindre ?


domenica 29 gennaio 2017

Marisa Aino ● La figura nello spazio per errore

Marisa Aino
La figura nello spazio per errore

12.
un neo identificò la figura
grande segno bianco inscritto
nello spazio per errore
reazione chimica di un’incrinatura
segno di un fenomeno di rifrazione
prismi ottici
più emotivi di noi
13.
definizioni incise
meteoriti e polvere
decentrato non riesce
corto circuito esaltante
di una immobile esistenza
14.
si ha
anzi si accentua
ritmo individuale di libertà
prima si rende, e si propaga
pressioni di urti, si decompongono
si incrinano, si sgretolano
15.
ora sono qui
reperto archeologico
testimone di qualsiasi sconfitta
da: MARISA G. AINOIL RODAGGIO DELL’IDENTITA’
 “L’Assedio della Poesia” n.2-3, Napoli aprile-settembre 1988

giovedì 26 gennaio 2017

La Gioconda ░ 30




Olesya K


v.s.gaudio  La Gioconda

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l’ebook La Gioconda by v.s.gaudio

│La pagina iniziale del saggio di v.s.gaudio 
la battana 191 anno L fiume-rijeka gennaio-marzo 2014


lunedì 23 gennaio 2017

Le Juste Milieu de Mila ▌

La canne è anche “roseau”, la “rosière” è la “ragazza che ha otteunuto un premio di virtù”, la ragazza virtuosa, anche se in argot è tutto il contrario, è la “Rosière de Saint-Lago”, una puttana; l’assonanza con “roselier”, che è il canneto, dove in effetti si trova “incannata”, Mila rinvia alla “rose”, che, priva del dittongo “au” finale, che è anche quello di “tuyau”, che è “canna”, questo “long tube dans lequel passe un liquide, un gaz”, fa tanto, non ci sono dubbi, “rose des vents”, derrière. Tenuto conto che “tuyau”, in argot,è anche “gosier”, cioè la gola, la strozza, la canna,come, d’altronde, essendo “couloir” il colatoio o il canalone si può sostenere che sia “couloire”, che è sempre un colatoio ma che,in argot, è il “braquemart”, cioè le canal, la canne, le cas, e visto che Mila, tenuta tra le canne, ne ha una, di roseau, in mezzo alla “rose”, cioè nel gosier, nella strozza, du derrière, che,lo si sa, è anche la canonnière, che ha sempre a che fare con la “canne”, senza dimenticare che la gosse, la ragazza, s’appelle Mila, giusto in mezzo alle canne, le “juste milieu” o le milieu de Mila est le cadran (lunaire ou solaire) in cui si vede il passaggio al meridiano (la canna) del Milieu di Mila, o il passaggio au juste milieu, al Medio Cielo, di Mila.Il giusto mezzo, o la via di mezzo, di Mila è quello il meridiano, la sua longitudine, che ha nella “strozza”, nel tuyau, du derrière, insomma, non è un caso , ce n’est pas un cas, è lì che Mila si tiene, se tient dans le juste milieu, sta, si mantiene, nella strozza, nella via di mezzo, insomma garde le juste milieu, tanto che, finalmente, le “département du Bas-Rhin” sarà ora, per Mila, le “département du Gard”, dove dovrebbe trovarsi quel roselier che incanna le département du Gard de Mila.Mila au milieu de roseaux garde le juste milieu, ogni qualvolta au juste milieu du poète se tient l’analemma esponenziale della canna (Mila tient le milieu entre le cannes, juste ciel “sta tra le canne”…) qu’incanne le juste milieu de Mila: le département du Gard avec la canne qui se vise juste au juste milieu (il deretano con la canna che si mira giusto al mezzo cielo, nella via di mezzo,al meridiano).La justesse de Mila: au milieu de Mila il y a le méridien du poète, au beau milieu, nel bel mezzo, di Mila, le point(milieu) de « Mullar »,la machine-à-moulure de Mila qui moulle et mouille le moule, l’anima, du poète.




LE ROSEAU ET LA ROSE, LE TUYAU E LE JUSTE MILIEU DE MILA
di V.S. Gaudio 
Posté par v.s.gaudio, jeudi 10 juin 2010 | http://static.canalblog.com/sharedDocs/images/comment_like.gif canalblog|

sabato 21 gennaio 2017

Marisa Aino ● La luce bianca e il punto

Marisa Aino
La luce bianca e il punto
1.
arranca piatta
scivola contro la luce bianca
raccoglie il rosso il verde il giallo
si tocca si allontana si sovrappone
ricomincia
instradato dalla luce
scopre il proprio corpo

2.
finito lo scambio
ha inviato
linee curve per lei
un po’ rigida
ha anche parlato
ha dimostrato di ignorare
quadrati triangoli
linee rette con la figura del cerchio
all’unisono ha inserito il punto


da: MARISA G. AINOIL RODAGGIO DELL’IDENTITA’  “L’Assedio della Poesia” n.2-3, Napoli aprile-settembre 1988

mercoledì 18 gennaio 2017

Beckettiana sull'usura di Ezra Pound ░ La Stimmung di V.S. Gaudio per "Affari poetici-Una poesia in dono"

Beckettiana sull’usura di Ezra Pound.
░ Stimmung di V.S.Gaudio per “Affari poetici-Una poesia in dono

Con usura disse in capo a quale torretta
l’occhio ha una solida  pietra squadrata e liscia
l’estremo limite del niente fin fond du néant
per istoriarne la facciata la tête, ce ne fut que
dans ta tête tutto sommato tout compte fait
senza contare i quarti d’ora nessuno vede
dei Gonzaga eredi e concubine
non si fa pittura per tenersi arte in casa
ma per vendere, vendere presto il tuo pane
e la pietra immagina se un bel giorno questo
immagina se questo, un giorno questo
un bel giorno come carta questo senza segala
né farina di grano duro il tuo pane
sarà straccio vieto con usura il tratto
falsa i confini ch’ogni cosa
pur nell’essere ogni cosa
dunque quella là, même celle-là
lungo tutta la spiaggia alla fine
del giorno la lana non giunge
al mercato fin quando le pecore
non rendono allora nessun suono
solo l’usura spunta in mano alle fanciulle
con quanto da dire con l’ago o chi fila
e confonde la tela nel telaio e l’arte
l’artigiano non lascia che il tempo
sui piedi floscio sul dorso che sull’uno
e l’altro, meglio sul proprio culo
si faccia teatro che fa un bel casino
l’usura arrugginisce i coglioni, chiedi al pensiero
vivi e cancella ogni giorno che sia
asciuga la vita, l’esserci che già sbava
dipingimela con usura, metti oro nell’ordito
il cielo incidi sulla soglia, in una stanza
un furfante o la speranza voi che entrate
nella paranza, che vuoto cuore colmo
di sozzura e usura sei, per quanto cedi
il letto a vecchi decrepiti e ti frapponi
tra i giovani sposi ad Eleusi la voce che
dice han portato puttane e ospiti d’usura
i denari di Genova, perché il denaro scarseggiava
in novembre a causa delle tasse, cambi e scambi
impedendo il legittimo consumo di diecimila
scudi basati sui pascoli ai quattro buoi pingui
lucidano ben bene il sedere e li agghindano
per servire il nano nonagenario, un leprotto di chimere
a secco e sopra sei teste di leone, aquile d’oro,
gli stendardi delle contrade, son callipigie le donne
di Siena per via delle salite, per il continuo arrancare
per via dell’allure un po’ di sbieco al bue
che sta lì davanti gli han pulito il sedere per bene
quocumque aliunde tra beni immobili, l’unicorno
e gli altarini sul credito dell’intero popolo
nel nome dell’ Onnipotente e della gloriosa Vergine
Maria Avvocata Nostra salpò da Siracusa
senza denaro a bordo, tagliò le vele e scaricò il petrolio
una notte  che l’anima finalmente le si era
incagliata a Malta, l’anima con un’entrata di 10.000 scudi
nella parrocchia di San Giovanni in Aino che potevasi
e non legare al Monte Pio e ai suoi successori della
Commenda Gerosolimitana quando si sentì dire
di averne ancora per pochi momenti non volle crederci
le azioni sono luoghi di Monte, parcelle di terreno
a 100 scudi l’una manco fosse una bisaccia tanto che
così davano 10 scudi all’anno finché il Monte durava
così la vita prese a sorridergli con tutti i suoi denti
la base era il frutto della natura e la volontà
dell’intero popolo anche di notte l’ombra del Sereno Dux
e le sue tutrici e i signori deputati e la Gloriosa Vergine
convocati in riunione nel Consiglio Generale di 117
Consiglieri nella Sala Callipigia del Mappamondo
a suono di campana e voce di banditore
le azioni del Monte rendevano il 20% all’anno
per via del culo delle senesi callipige  e del sedere
dei buoi e dell’auctum senis in Parrochia S. Joannis
e della signora Margurita de Pecora Gallo che rimossa
dal registro delle puttane della città di Siena venga
mandata a Roma con 4376 scudi per erigere un Monte
a beneficio pubblico e privato e facilitarla sia lecito
e giustificato fino alla somma di dugentomila scudi
di capitale per frutti di venticinque per cento che sono
cinquantamila l’anno sopra l’entrate dell’offitio de Paschi
di detta città detta somma alla sopradetta Margurita
la puttana da qualche parte lì fuori, proprio come se
come se, qualcosa, giungendo più nulla
nuovamente lo serra, qualcosa lì da qualche parte li fuori
colà, secondo lo stile senese l’anno inizia a marzo,
tanto che a dicembre per prosciugare la maremma
1000 scudi bastano e avanzano, 2000 per riparare
la via Aurelia, per così tanto poco, di nuovo
marzo allora, di nuovo, per così
tanto poco, con 80 milioni di lire prebelliche
facciamo il ponte sullo Stretto
lungo tutta la spiaggia, alla fine del giorno
allora nessun suono, fin quando non richiesti
riprendono i passi, a dicembre unico suono
unico lungo suono, lungo tutta la spiaggia
alla fine del giorno con usura, nessuno ha
una solida casa di pietra squadrata e liscia
con usura non v’è angelo Stuart che con quel
podice a pascolo, se la Banca del pascolo
fu fatta Signoria, il culo callipigio del pascolo
l’avrebbero fatto Ducato

!  V.S.Gaudio
24-26 novembre 2016