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Visualizzazione dei post da Marzo, 2016

▌A Venezia finirò con l'arrivarci …

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Che ci vengo a fare a Venezia?V.S. Gaudio
A Venezia finirò con l’arrivarci stasera prendo il treno da Torino nel 1983 o da Bologna nel 1993 o giù di lì ma poi fecero sciopero le ferrovie e la luna era nera come nell’ottobre 1977 in un collage di Sarenco e lo era pure in quel marzo dell’83 e fu per questo che come Dago non ci andrò mai a Venezia, adesso che lo sai, e sai che non me ne importa anche se avrei voluto seguire quel mio oggetto “a” che appena lo vedrò di fronte al mio albergo è questo che farò seguirò il suo andare e venire a meno che lei come l’altra volta metti che accadde a Milano a un certo punto si girò è questo che vuoi mi disse il cinturino del vestito , l’elastico delle mutande credimi non posso togliermelo così fu a meno che quel giorno non venga a Venezia e io allora che ci vengo a fare?

Sarenco | I grandi viaggi

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I grandi viaggi Mallarmé da Merano a Milano Montale da Monza a Ceriale Campana da Mantova a Mentana Marinetti da Varigotti a Ospitaletti Miccini da Firenze a Lentini
Bory da Parigi a Canicattì Valery da Cuneo a Mondovì Artaud da Nimes a Bordeaux Jarry da Reims a Paris Masson da Dole a Macon
Blaine da Rognac a La Madeleine Esenin da Leningrado a Kalinin Gozzano da Messina a Oristano Stockhausen da Dachau a Mathausen Bragaglia da Caggiano a Battipaglia
Paul de Vree da Anversa a Courtray Garcia Lorca da Madrid a Majorca John Giorno da Pistoia a Livorno Cangiullo da Livorno a Pavullo
Sarenco da Sarno a Salerno.
Il poeta è un pendolare della cultura.

Sarenco |1985

| Stimmung con Ülar Ploom│Ho visto 4 persone oggi

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Il cielo non è umano ⁞ V.S.Gaudio | Bohumil Hrabal & Aurélia Stuart Steiner

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Aurélia Steiner che sta a Praga e la macchina fotografica dellaZangheri

div.s. gaudio Aurélia Steiner che sta a Praga non è boema, la luna lei la chiama “Justrusa” anche quando la indica nell’orologio astronomico, che per lei è “’U cuncutrillu”, Aurélia Steiner sta qui, aspetta la sera, sta’mbruna, dice, fa stáfice e quando attraversa la città lei passa di strìttuwa in strìttuwa, un po’ di schipìciu, in autunno quando compra caldarroste, chiede “’i pruppituse du ruffu”[i].

Il cielo non è umano, ma c’è qualcosa forse più di questo cielo, che non è il quadrante al neon del campanile della Città Nuova, è quando le zingare oscurano il mondo con le gonne e quando il poeta si guarda di nuovo intorno le zingare stanno sedute accanto a lui una di qua e una di là, di fronte a lui a gambe larghe sta lo zingaro

Louis Aragon ▌Serrure de sureté

|Stimmung con Wisⱡawa Szymborska | Qualcosa qui non comincia

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V.S. Gaudio ⁞ AllitterAZIONE.Stimmung con Alfio Fiorentino

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V.S. Gaudio PROAIRETICA UN PO’ FONETICA Mini-Stimmung sulla poesia a spostamento di fantasma  di Alfio Fiorentino ▬ Solo stempia ortogonale Duttile argenteo pesce Editto da tastare baritonale ballonzolo Nel cerchiante apostrofo del cardine teoretico O nella parentesi del tranquillo obeso daltonico Ruinoso orroroso togliendo raggiro rato ostico troppo Ondeggio volitivo dannante aprioristico Ragionando come una postilla da programmare Riguardo a occhi riguardo in absoluto spazio O dopo rigando un volto una squadrata direzione Perlomeno sto voltato nel chiarezzante novilunio Sull’autobus Padova-Venezia notabile dalla chiarezza C’ero anch’io quel marzo del 76 partitivo del dimostro O tremebonda orabile pervicace salasso ottundente Argenteo pesce duttile ostentamente in tra(u)m(a) Cerchiante stabulatorio postumo triplice obsoleto Da inizio antropomorfo perlomeno sto voltato Ortogonale da rinverdire e da tastare Scervellante da mimare se regge nella cervice Ombelicale se certo lambicco Velocissima - mente Cerca fuga…

Sarenco | Il poema della piccola borghesia

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Il poema della piccola borghesia (in memoria diAntonio Delfini)
Gli uomini della piccola borghesia credono di sapere tutto sui vini e sono esterofobi: in Alto Adige bisogna parlare solo italiano ed i crucchi si devono rimandare in Austria.
Le donne della piccola borghesia hanno i culi rigonfi e pieni di merda: se tu gli mettessi una mano sulle chiappe correresti il rischio di ritirarla puzzolente e piena di margarina.
I figli della piccola borghesia vanno a scuola di danza classica e imparano ad andare a cavallo a  giocare a tennis, a fare il wind-surf, a suonare il pianoforte e la chitarra e sono brutti.
La piccola borghesia è come la poesia: tutte le feste porta via.
Sarenco|1984

│Stimmung con Lucian Blaga │Il mistero del mondo

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| Stimmung con John Fante│Amy Smart e il Calendario Pirelli

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Mario Ubaldini Editore a V.S.Gaudio| E la Caratterologia francese

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Questa è la lettera(contratto), consegnatami contestualmente nella sede della casa editrice a Roma il 9 maggio 1980 dalle mani di Mario Ubaldini, che desidero qui ricordare come editore onesto e corretto e come  persona  dai modi  squisiti, dotato di un tratto signorile di cui mai ne ho visto riprodotto un semplice stralcio nei suoi presupposti colleghi di categoria. Come per il rifiuto di pubblicare un altro titolo, con lo stesso paradigma, per il Gruppo Editoriale Fabbri Bompiani Sonzogno Etas SpA,  avrò cura di spiegare, prossimamente, in un post le ragioni che mi hanno indotto , all’inizio degli anni Ottanta,  a non consegnare alla casa editrice Astrolabio-Ubaldini  il dattiloscritto per la pubblicazione già stabilita.

Quando ancora c’erano gli editori seri e io abitavo al civico numero 98 del  corso Vittorio Emanuele III(il re che aveva intitolato il corso in un comune della Repubblica che lo aveva mandato a declinare il suo Dasein in Egitto!)


| Stimmung con Girolamo de Rada | Sei come la luna

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Ettore Bonessio di Terzet ⁞ Realtà e Reale

La realtà non è il reale
Ogni oggetto d’arte è una cosa, ogni opera d’arte è una cosa. Che cosa li distingue? Il primo è legato alla realtà, la seconda al reale. L’oggetto d’arte è ripetizione di un modello della realtà, l’opera d’arte è fondatrice di reale. Quando si è nel reale si è nel permanente e si affermano identità e relazioni; se si è nella realtà si rimane nel contingente. L’opera d’arte è corpo e corporeità, materia e matericità: corpo e materia legate alla realtà, corporeità e matericità al reale. Il pensiero poetico/artistico è l’intelligenza dell’opera d’arte dove sorge l’idee di bellezza, il complesso del sentire e del capire un cosmo: il permanente che sorge dal contigente. Il bello e il giusto sono concetti storici legati alle varie epoche in cui variano i costumi e i gusti, sono relativi, strettamente collegati alla mutevolezza, producono “il soggettivista” che impone le regole del gusto, andando “fuori posto”, creando disordine, negando simbolo mito significato, glorifica…

│Stimmung con José Bolado │Il punto geodetico dolce

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| Stimmung con Vicente Aleixandre | El amor como un número

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La singlossia, il podice di Druuna e l'iconicità.

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▬. La singlossia, questo è sicuro, si vede; al momento, non chiediamoci se costa di più riprodurla in stampa: insomma, è questo che ha capito Ignazio: nella poesia lineare,   gli eventi mentali non possono essere identificati con gli eventi cerebrali; nella singlossia, questa duplicità ontologica è eliminata, la singlossia è come una mela, ha naturalmente una costituzione molecolare; insomma il problema è questo: una poesia lineare è un macro-oggetto che ha una microstruttura complessa ; una singlossia aggira questa teoria atomica, ho in mano una mela, una singlossia; questa singlossia non è una sola e identica cosa con un particolare gruppo di molecole. Non è possibile: non è vero che io getti in aria la mia singlossia e ne afferri una nuova ogni volta; eppure, la costituzione molecolare della mia singlossia fluttua da un lancio all’altro: il raggruppamento di molecole che costituisce la singlossia quando la getto in aria, o la faccio vedere e leggere al convegno di poesia visiva, la…