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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2012

IL KAMASUTRA ATLETICO DI PINK

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PinKama Atletico Il kamasutra atletico di Pink E’ tutto così evidente: l’acrobazia fisica è ovvia.
Nella clip di “Try”, la cantante si solleva in aria, traversa “volando” tutta la scena, si stacca da terra tirata da una forza incomprensibile.
Non è proprio così.
Ma mettiamo che lo sia.
E allora Pink vola davvero come volò Giovanni Grasso?
O sono gli spettatori ad avere l’esperienza del volo per immedesimazione?
Come scrive Ruffini:”Tra miracoli e conversioni tutto è possibile. Ma noi stiamo cercando di dimostrare proprio questo: che prodigi di tal genere sono possibili perché sotto c’è il rigore di una “scienza preziosa”.
Non dimentichiamo Artaud. Grasso volò con il corpo, ma soprattutto volò nel corpo. Altrimenti, Mejerchol'd l’avrebbe messo tra i pupazzi meccanici di Tairov, e non tra i suoi attori acrobati. Grasso volò nel corpo, cioè assorbì in ritmo l’esplosione atletica. Ed è con questo “ritmo di volo” che allo spettatore fu ‘concesso di identificarsi’”[i].
Nel 1908 l’attore sicilian…

Alejandra Pizarnik: lo stile del pistrinum

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Il ritirarsi dell'identità di percezione  e lo stile del pistrinum diV.S.Gaudio · 1. Lo stile di Alejandra Pizarnik[ cfr. Alejandra Pizarnik, La figlia dell'insonnia, Crocetti 2004]  è tutto nell’esagramma 33.Tunn: sopra, il Cielo; sotto, il Monte: la forza del sintagma in ombra che ascende, il ritirarsi, che è il cielo che, in quanto paradigma, si fa distanza, uno stato irredento dell’identità di percezione, che, è dal sei al secondo posto, quello della carica connotativa, si fa assoluta, come se fosse vincolata “con giallo cuoio di bue” e nessuno è in grado di strapparlo. L’identità di percezione nel ritirarsi, nella ritirata serena, che è, appunto, il cedere; questo vuol dire che  la brevità del verso, che è un po’ il fiato corto del percepire, avanza e cresce, e resta presso la coda, lì all’inizio dell’esagramma, quando il codice non è proprio ristretto ma non è nemmeno elaborato. La poesia di Alejandra Pizarnik è così che è fatta: dal lato del rosso carico, c’è il freddo, il gh…

Unheimlich-Buch ● David Lynch naufraga nelle immagini e J.Martinez galleggia in alto mare

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E’ questo oceano lo stesso in cui Lynch ama perdersi, nonostante la sua paura di sorprendersi. O forse è la sua paura di sorprendersi che lo induce a perdersi, film dopo film. D’altra parte, perdersi è la condizione necessaria per ritrovarsi. Roberto Escobar, Naufrago tra le immagini, Domenica del Sole 24 Ore, 25 novembre 2012, ultimo capoverso per: David Lynch, Perdersi è meraviglioso. Interviste sul sinema, a cura di Richard A.Barney, minimum fax, Roma 2012

(…) I sogni premonitori sono troppo frequenti per essere sottovalutati come pure coicindenze. Un uomo ha sognato la morte di un parente e quello muore. Non tutti sono così fortunati. J.Martinez, di Kennebunkport, Maine, sognò di vincere la lotteria nazionale. Quando si svegliò, il suo letto galleggiava in alto mare.
Woody Allen, Precognizione, da: Idem, Citarsi addosso, trad.it. Bompiani 1976

• LA SOLDADERA

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div.s.gaudio

La Soldadera Martina Velazquez La Soldadera que no solda hace esperar el poeta al portál de tránsito
Più di 5’6” non è alta, è una normolinea paralongilinea, con l’indice costituzionale(IC) più da 53(normolinea mesomorfa) che da 50(longilinea mesomorfa), Martina Velazquez, figlia dell’uomo più potente e ricco del Messico, che inseguì Manuel Montillo, l’uomo che l’ha abbandonata sull’altare e che, quando lo raggiunse, invece di punirlo,finì per amarlo. In mezzo alla rivoluzione visse nella miseria e nel pericolo, causando, perciò, la scomparsa totale del potere e della ricchezza del padre Robustiano, ritenuto, erroneamente, dal governo, complice dei rivoluzionari di Pancho Villa. Conosce finalmente  Villa, ma, mentre il generale l’abbraccia estasiato dicendole: “Finalmente ti conosco, Martina…”, lei lo mette in stand by rispondendogli: “Ci tenevo anch’io generale Villa…Ma, se mi scusa, devo vedere mio padre, che…”Palomo sta sopprimendo a coltellate per lei. Altro non si sa dell’i…

Miele è il post più visto dell'anno, Isabelle Huppert è sedicesima...

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Isabelle Huppert  è al sedicesimo posto nella Hit dei post di gaudia 2.0 più visionati durante il primo anno di pubblicazioni

Il post più visionato in modo diretto, durante il primo anno di gaudia 2.0, è stato quello relativo a Miele, con quasi il 3.5% del totale visionatori.
Al secondo posto, con una percentualedi 1.5, c’è IlMarcuzzi.
Al terzo posto , e questa è una sorpresa, il testo inedito di Nadia Campana;
al quarto “L’aoristo dello Shummulo di Cat Power”, sempre con una percentuale attorno all’1.4;
e poi “Deux tragedies, pipes, pop, inflation etfellation”.


Al sesto, “La scala del diavolo” el’intersvista a Cybersix, con l’1.2 %; all’ottavo c’è Mara Cini; al nono posto, “Anna Maria Ortese e l’eufemismo dell’Iguana” di Alessandro Gaudio.

Al decimo, con una differenza di pochi visionatori, “IlBuon Natale di Druuna”,

V.S.Gaudio ● Diamond-Demon 2

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Rihanna, il diamante che taglia il vetro lungo il meridiano del mio oggetto a

C’è qualcosa in Rihanna che è come l’amore e c’è qualcosa che è come quando le ragazze
e i ragazzi vanno a bere la spuma da Sciankèt
dopo la scuola, alla fine di ottobre
o nel boschetto a raccogliere nocciole
più che funghi quante volte ho giocato
per strada e nei sentieri tra gli aranceti
con le ragazze e i ragazzi che ridevano
quando il sole era basso e l’aria frizzante,
e mi fermavo a mangiar diospiri
dentro l’odore dell’autunno
e l’ardore dell’amor giovane
e l’eco nella valle che si libra sopra di me
niente comincia a gelare anche se mi chiedono:
dove sono i compagni che ridevano?
Quanti sono qui con me, e quanti
negli antichi frutteti lungo il sentiero che porta a Marzùca
e nel boschetto che sovrasta la ferrovia?
Quando canta Rihanna e c’è la luna
e la terra scintilla per la brina appena caduta
ed è mezzanotte e non c’è un’anima in giro
è come se balzasse un levriero di fumo
che prende a rincorrere il vento di sud-ovest
che sc…

• Aurélia Steiner d'Ajacciu

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v.s. gaudio
Aurélia  Barthélemye Steiner Corsicano Aurélia Steiner d’Ajacciu



Aurélia Steiner, quella che abita ad Ajaccio, non girovaga spesso nella sua città, della quale altro non sa se non che aveva dato i natali all’imperatore Napoleone.

Non è nella camera oscura, Aurélia Steiner non mi ha parlato di quegli amanti del rettangolo bianco che si ritrovano nell’atrio del Musée Fesch con in mano una moleskine, la matita e il biglietto d’ingresso.

Lì dove ho incontrato Aurélia Steiner, elle m’a raconté l’histoire. Elle m’a parlé , et j’entendais l’histoire Elle la sentait sous soi, minérale, de la force irréfragable de Dieu, l’histoire

In quel museo, tutto quel tempo restammo a guardare la Madonna di Cosmè Tura e quella della Ghirlanda di Botticelli e altri dipinti tra cui quello di Pietro Paolini che tanto affascinò W.G. Sebald, e, così ricordo, non guardammo per niente LaPentecôtede Mariotto di Nardo, une tempera sur bois du XIVe siècle, laVierge à l'enfantde Giovanni Bellini (XVe siècle),…