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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Orsellizia™ e il mistero del gioco dei bigliettini

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Orsellizia™ che beve alla tedesca e il mistero del gioco dei bigliettini by Gaudio Malaguzzi
Un giorno avvenne che Orsellizia™ rinvenne in un baule la fotografia in cui, ragazzina, è immobilizzata nell’atto di bere all’abbeveratoio degli asini e dei muli, e anche delle pecore e delle capre, e intanto che fu di nuovo colmato di gaudio il suo oggetto a nel rivedersi coi calzoncini neri e il cinturino bianco, vi trovò anche un biglietto in cui c’era il gioco dei bigliettini a domanda e risposta, quel vecchio gioco[i] che, e questo lo ricordava ancora, aveva fatto con il poeta, e al poeta inviò perciò una busta, con quella fotografia dell’abbeveratoio e quel biglietto del gioco dei bigliettini, e non ne attese risposta perché andava, ormai ultratrentenne, a maritarsi. Il poeta, quando ebbe in mano la lettera e quando vide la fotografia in cui Orsellizia™ sta bevendo alla tedesca, rimase infinitamente teso tra la letizia e la lentezza della Battaglia dei Gesuiti finché spiegò il foglietto per…

Carta de V.S.Gaudio ░ A Nélida Gaudio de Zenarruza

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Señora Gaudio,
yo soy, a ciencia cierta, Gaudio V.S. O sea: mi nombre es V.S.Gaudio, vivo en la ciudad de Trestalegas(=Trebisacce), por decirlo así. La región de la Calabria es , tal vez, la tierra de mi querido padre y también de mi querido  abuelo, que, es evidente,  esto es sido aludito, parece que haya estado en Argentina, donde en Ushuaia, parece, ha conocido Aurelia Steiner de Ushuaia y comiendo langostas de la manera de Sibari se ha enamorado  de ella, y se ha llevado ella aquí, donde ha dado a ella el jardín del zen de la naranja. El nombre de su querido padre es como el mío, Vicente, y como el nombre del poeta Vicente Aleixandre; pero mi madre, sólo Dios lo sabe. Yo no sé quien es ella; que yo sepa, yo se a poco. Yo no penso que la madre aquí destinadame sea  mi madre titular. Pero, se usted venís de América,  después andemos a Sant’Arcangelo(= Santo Arcángel) y buscamos junto alguno otro  pariente que nos  auna hasta en el país de Scardaccione, aquél de la reforma agraria, y de…

░ Nélida Gaudio de Zenarruza scrive a ► V.S.Gaudio

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San Francisco, Prov. de Córdoba. Rep. Argentina 25 de Abril de 2000. Señor Gaudio Giornalista V.S. De mi mayor respecto: mi nombre es Nélida Gaudio, vivo en la ciúdad de San Francisco(Córdoba), Re.Argentina y tengo 78 años. Vay a viajar el dìa 21 de Mayo a la region de Calabria para conocer la tierra de mi querido padre, que vino a la Argentina abrededor de la primera década del Siglo 20. Su nombre era Fidel Vicente Gaudio, su madre Maria Marinelli, no tenéa hermanos, pero lo criaron los abuelos. De acuerdo a los datos que poseo serìa originario de Cosenza, comuna de Trebisacce. En este viaje que haré serìa muy feliz contactando a sus familiares, para conocer mis raices; por ello solécito saber de usted, antes de partir yo hacia esa hermosa nacion. Agredecida lo saludo con mi mayor respeto. Nélida Gaudio de Zenarruza
Mi domicilio: …………… ……………

Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica della migrazione subdola a nord di Sibari

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Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur # Perché mio nipote V.S.Gaudio non è a casa propria  e che cazzo c’entra la migrazione gliarone  con la guerra di Troia? Il senso positivo dell’ospitalità, frutto della combinazione del significato greco, ebraico e cristiano si afferma solo a partire dal XVI secolo. Il Robert la definisce così “ Il fatto di ricevere l’ospite presso di sé, dandogli eventualmente alloggio e nutrendolo gratuitamente”. Si incorre quindi nel termine ospite e non più ospedale. La storia condensata della parola ci mostra una progressiva riduzione dello spirito di superiorità del donatore, dell’accondiscendenza generosa, che contaminano l’atto di ricevere presso di sé, di condividere l’essere a casa propria. [►da: Paul Ricoeur, Straniero, io stesso, in: Idem, Ermeneutica delle migrazioni, Mimesis 2013] #

Il punto finale di questa evoluzione, aggiunge Paul Ricoeur, è l’idea che al dovere di ospitalità corrisponda un diritto di ospitalità. Fu così che mio nipote, pur essendo a casa p…

Ron Padgett▐ I saw the lovely sky

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I saw the lovely sky, blue and bright.
If only I were a little bird
Inwardly firm, so I might
Delight myself with lovely sights. The huntman’s out to kill us who pecked at his fruit.
How clearly the moonlight speaks to me:
You will find the right words
To gaze on the earth from a dazzling height! What can be the real difference?
Difference?
O fate, O sad duty,
O mankind, O life, what does it mean?
They grumble toward heaven,
But ah, who will lay me in it?
Being already up there
In the deep, deep grave
Of the stars —Ron Padgett, from “Homage to Franz Schubert.”
Illustration credit Naftali Beder.

▐ from theparisreview

▒ Minitest. Il dito di Cattelan e il dito deittico del sindacalista

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Il dito deittico del sindacalista
Lo confesso. Ci sono rimasto di stucco. La signora torinese, torinese!, Santanché che dice al sindacalista che quel dito indicatore, il dito deittico!, se lo deve metter da qualche altra parte(guardatevi questo video qui) e non lo deve puntare contro la Signora sabauda o piemontese che sia! Io, quando vissi a Torino, confesso anche questo, riuscivo a sopravviverci perché ogni giorno mi facevo i miei chilometri sotto i portici per dare letizia al mio oggetto “a” alla ricerca dell’ Esemplare Unico Sabaudo, che, poi, a libido colma, ho cercato di definire dandogli l’assetto antropomorfico che gli compete con l’esatto indice del pondus e l’esatto indice costituzionale. Comunque, a Torino non mi successe mai di vedere né di avere a che fare con un prototipo femminile da Tv che potesse eguagliare per forma, eleganza, arroganza e aggressività, seppur costumata, la signora dei salotti della libertà e dei popoli, del capitale e dell’autoreggente, dello show-bus…

Mario Grasso ░ Littra a V.S.Gaudio

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Littra a V.S. Gaudio Mastru si’ tu ca Mastru cci nascisti iu scrivu minchiatelli di jarzùni tantu ppi fari mprisi senza mprisa caru Vu Essi ca stai ammucciatu ma cu è ca havi occhi ti scumìa picchi c’è lustru nt’a chiddu ca scrivi. Ppi quattru past’i mennula sbarrasti na jspensa ‘i sapienza…e n jornu doppu ti passi u Ciordu ’n lastricu çiurutu… È la to’gginirosità fatta sapienza ca fa arrizzari  a mmidia d’i mischini iu non mi sento i chisti e mi scappellu d’aviriti pp’amicu quasi anticu ca ora è n pezzu ca mi duni anuri. D’u restu cchi ti dicu? ham’ha fari na festa cca a Catania appena poi appena vuoi, c’ammenu ni vardamu occhi nall’occhi! Possibbili ca ncasu t’ancuntrassi non ti canusciu? Alessandro? Cci u dissi ca t’aspettu: mario grasso



La Wordle dellaLittra di Mario Grasso

░ Franco Verdi riceve la Lebenswelt™ di V.S.Gaudio

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Quando ancora i Poeti visivi  scrivevano cartoline ai Poeti lineari...



Il professore della divina commedia e il monaco del gaudio

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©Il professore e la divina commedia del gaudio by Gaudio Malaguzzi
Il professore di Dante e Boccaccio, che, per tutto il tempo in cui ha insegnato al liceo, è sempre stato tormentato dai suoi studenti e finanche dalle sue studentesse, con le quali era uso appartarsi nella latrina della scuola per stabilire seduta stante quale fosse la pratica, e anche la posizione, più lieta per ottenere il massimo dei voti nella interrogazione dell’ora successiva o del compito in classe, non è più tornato a scuola perché è stato tradotto in carcere dalla polizia giudiziaria incaricata di farlo in esecuzione al mandato di arresto. Si continua a disquisire ancora sul pathos di questo insegnante, tanto che le pratiche sessuali con le studentesse i cronisti di giudiziaria le danno come atto dovuto all’affabulazione patemica del docente. Anzi, si fa derivare il tormento, datogli dagli studenti e dalle studentesse non sottoposte all’affabulazione erotica se non sodomitica, alla gelosia e all'invidia di q…

░ Atti della XVI Biennale di Poesia di Alessandria

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Biennale di Poesia di Alessandria La festa e la protesta ▐  I poeti della XVI edizione(2012)

░ La Biennale di Poesia di Alessandria – come si ricordava nell’invito alla presente raccolta di inediti – nei suoi trent’anni e più ha cercato di “cogliere e rappresentare la presenza dei poeti nella realtà umana e sociale del nostro tempo”. Un faticoso anno , il 2012, caratterizzato da diffusa delusione e risentimento (ma al momento quasi nulla è cambiato in meglio) con sensazioni di impotenza, divenute praticamente nulle le attenzioni da parte dei finanziatori pubblici, in passato disponibili a sostenere, seppure col poco, convegni e pubblicazioni di poesia. Come si sarebbe potuto suggerire, per un’iniziativa di mail-poetry, suggestioni e spunti di natura solo letteraria, quando a franare rovinosamente erano i sistemi sociali ed economici? Che il poeta allora, sono sempre parole della lettera d’invito, “si renda presente con uno scritto ritenuto sostanziale ed essenziale, per far emergere u…

Raffaele La Capria ▐ Lettera a Ignazio Apolloni

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V.S. Gaudio10:57 (1 ora fa)
a Ignazio la dobbiamo mettere così com'è negli epistolari su gaudia 2.0 ? ma lui non s'incazzerà, se già ritiene la tua personalità misteriosa, ha 92 anni(che è poi il numero della "penna" nell'alfabeto del gancio mnemonico: p=9 n=2), si sentirà ferito a morte e urlerà "ah, quel lafcadio dell'apolloni, che personalità misteriosa, mi ha trafitto con l'epistola!"...
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Antonio Spagnuolo ♪ Il solfeggio dello stile Pi

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Il solfeggio dello stile Pi di Antonio Spagnuolo Come un solfeggio([i]) si pone nel periodo dello stile Pi([ii] )di Antonio Spagnuolo, è l’ultimo periodo della sua biografia e della sua poetica, è quello dello schema verbale “Unire”, in cui la struttura è ormai evidentemente drammatica: più che la “complessità”, tra gli indicatori globali di Moles, è l’”iconicità” che va incontro alla “pregnanza” e , in più casi, sopperisce al suo stato insufficiente. Senza andare a fare alcuna verifica, questo vuol dire che “il vocabolario della 1^ fascia” è a metà strada tra il 20-25% dello stile che abbiamo denominato Ko e il 32-35% dello stile chiamato Sui([iii]), e vuole dire anche che tra le 32 variabili morfo-lessicali di cui alla Grammatica italiana descrittiva di  Regula e Jerney([iv]), la Diatesi passiva e il Rapporto Verbi Passivi/Totale Verbi sta crescendo come crescono le congiunzioni coordinative, la metafora si è fatta più tenera e, mentre culla l’oralità del poeta, allontana inquietudin…

V.S.Gaudio a Klelia Kostas ░ Piove sempre ancora

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2Piove sempre ancora[i]. Non è cambiato nulla, piove ancora. E sempre, in questi giorni, e anche nei giorni passati. Se penso a Torino com’era in quegli anni di piombo del secolo scorso quando pioveva, e si era sotto i portici, ovunque, in via Roma, in via Cernaia, in via Po e ben messi in postazione in piazza Castello o nella Galleria Federico che, ogni giorno, ogni giorno, quante volte in quella mia vita attraversavo per andare a curiosare tra i bouquinistes di piazza Carlina, e quando pioveva, e non eri a Milano, io anche a Torino non ho mai guardato il cielo, o l’avrò guardato da qualche parte, certo che l’avrò fatto, un poeta non può non aver guardato il cielo di una città che gli attraversa l’anima e quel cielo, poi, dove allora c’era il mio meridiano, quello del mio oggetto “a”, che un giorno sì e l’altro pure, continuamente passava al meridiano! I poeti, forse l’abbiamo detto un giorno, si dividono in due categorie, quelli che, come me, passeggiano sotto i portici a Torino e, …