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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Alberto Cappi ░ L'Arte della Poesia

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● L'equinozio di Molly

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mianonnadellozenha rebloggatogirlsbravo


La Musardine che cavalca il filo sottile dell’equinozio ● by v.s.gaudio
Il filo sottile che lega Molly che un po’ è Musardine seduta sul palo cavalca in città il confine di pieghe che più denso dove si fa cavo, cannìtu e trunânte così pieno e delicato tanto quanto la stretta indicibile lunga e umida per come la si rinviene a macchia dalle scarpe che si tengono all’altra estremità tra saliva e mucosa luccichio dell’impalcatura tra il Triborough Bridge e l’Astoria Park che nel lampo del varco se ci fosse stata la siepe  su questa linea del pendio il podice di Molly che tiene al punto in cui si curva il giunto, u chignju dove i corpi si mischiano , dove si articolano e si parlano toccandosi con la capocchia il buco che va fino al colore dell’autunno delle scarpe e dei jeans che hanno lo stesso inizio, equinozio che porta la pietra nel punto in cui si piega sotto l’inflessione nell’arco delle ginocchia e del culo un po’ verso il suolo dove si apre questo buco che l…

• Franco Verdi Memorial Day

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V.S.Gaudio A Franco Verdi In memoria: oggi avrebbe compiuto 79 anni non il movimento sulla relazione la mozione delle equivalenze la coincidenza della difesa giù dall’alluce all’indice testimonia e sente
come in germe collima sulle rimozioni la trasposizione in spinta succhia dallo stesso angolo del seno
la mammella riassunta si conserva ai meriti delle integrità la concezione sospinta si discute all’istante ci si muove dagli adatti scarti
e dai tagli, quasi a genuflettere il discorso dai possessi e dagli spanti di ontologia agli assoluti delle coincidenze ai cedimenti si dispiega l’autocoscienza, ai bisogni
dell’in sé che sa qualcosa e tace la coscienza come piscia e cresce la coscienza di qualcosa da intenzionare l’intenzione della conoscenza, l’oggetto che rifigura la sua spinta dal rovescio che coincide e bacia, diciamolo, i fenomeni in passaggio
[da & Franco Verdi, “Si, avec l’oeil, tuam naturam mutabilem inveneris” di v.s.gaudio,  galérie J. & J.Donguy, Paris mars 1985;  a…

Poètarmé ▒ L' ArtePoesia di Ettore Bonessio di Terrzet

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L’ARTEPOESIA E’ DESIDERANTE

Sappiamo, anche se qualcuno ha fatto e fa finta di non saperlo, che l’essere artistapoeta è un dono, diciamo pure genetico. Non tutti sono artistipoeti, tanti fanno il poeta. Qui sta la differenza fondamentale tra gli artistipoeti e i nipotini loro, come in ogni altra manifestazione d’artepoesia. Artistapoeta è colui che meraviglia con i segniparola, perché si è meravigliato lui, prima del lettore, di trovarsi sulla punta delle dita, prima ancora nel suo interno, mente e cuore, delle parole sulle quali ha la capacità di posizione e collegamento in un modo del tutto nuovo che noi diciamo artisticopoetico. Unisce con le parole se stesso agli altri esseri, conosciuti o no, unisce le varie culture siccome centrali sono nella sua scrittura i problemi fondamentali d’ogni essere che vive e muore, che sente i fruscii della vita. Quando si studia a tavolino come iniziare una guerra contro un nemico, si pensano strategie e tattiche a tavolino per poi riversarle sul “cam…

Camillo Pennati ░ Due Blu Original Text

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Camillo Pennati 2 Manoscritti Originali  inviati a V.S.Gaudio





Charles Bukowski ░ To The Academians

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Andie Bottrell ░ Two Poems with Bukowski

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Two Poems with Bukowski BOOKS THAT BECOME FRIENDS by Andie Bottrell

I realize I’m not alone in this 
(though selfishly I wish I were)
I’ve read so much Bukowski that
he now feels like an old friend 

and every book is like a letter
or a page out of his diary
that he is only ever going to 
share with me.

That is exactly what all
poetry should strive
to be.
Sitting on Public Toilets 
by Andie Bottrell


I don’t know why
I prefer being alone in public.
I’d rather watch than participate,
even though I know it makes people
feel uncomfortable.

You’re not supposed to enjoy
being alone.
People are pack animals,
though I’ve always been more akin
to the wolf.

In middle-school,
I was home-schooled for the latter half
and I lost all my school friends
who deemed me
too weird.

And when we moved down south,
and I had to go back to public school,
the kids ostracized me.
It was a small town
and outsiders were considered some kind
of a threat, though I’m not sure
to what.

In high school
I did some time in the public rest…

Gary Snyder ░ Through The Smoke Hole

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&FPoetry,April/May 1965&




Giallo Saraceno • Il professor Sollazzo, Dante e la chitarrina

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Il professore Sollazzo non è vero che non aveva l’affare…
-Signor professore Sollazzo, mi dica – disse il maresciallo che l’assistente unep b1 della tipografia Baudano di Torino chiamava luogotenente – si dette diletto, sollazzo e gaudio con le sue studentesse ? E quando le allietava, declamava la Divina Commedia, cos’è un nuovo metodo per mandarla a memoria, ma avveniva a insufflazione anteriore o posteriore, o la lezione cosiffatta è più – come dire? – propedeutica o cl isterica, se , a volte, si capisce il portento veniva fuori più dal lato oscuro che da quello dell’espressione, come dire?, frontale ? -Ma no – rispose il professore del Sollazzo presupposto – anzi le studentesse facevano sempre scena muta. -E ci credo. Che voleva, che rispondessero pure all’interrogazione? E cosa gli domandava alla fanciulla così escussa? -Ma come cosa chiedevo? La interrogavo. Sono un docente, io. -E l’alunna è un’alunna, lei. E non va interrogata mentre viene posseduta. E come la possedeva? -Ma cosa pos…

░ Hannah e il mio oggetto "a" capovolto

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Hannah alla finestra è senza mutande
Ti ricordi, quando ti ho vista la prima volta alla finestra, ti ho chiesto : “Senti, Pupa, per arrivare in stazione?” e tu mi hai guardato perplessa e, poi, dopo un attimo che a me è parso un’eternità, ti sei girata all’interno della stanza e non so a chi hai ripetuto la mia domanda ? E dopo un po’ di tempo, che a me è parso un’eternità, sei riapparsa così com’eri alla finestra e: “Vai diritto per  cinquanta passi, poi ne fai altri cento verso ovest, badando di non guardare dritto davanti a te ‘chè il sole sta tramontando, e, se ancora non senti e non vedi niente che  possa in qualche modo ricordarti una stazione, puoi ritenerti gabbato”. Ti ricordi quanto ho riso? E tu che mi guardavi tra l’irritato e il costernato, e l’indifferente, avevi disegnato in faccia: “Ma che stupido, sono sicuro che è un poeta, e di quelli che la sanno lunga per retorica ed estetica, non è certo un lirico di quelli che negli anni Settanta ancora catalogava nelle sue antol…

La Déesse Casquée •

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Francoise Hardy on the ‘Grand Prix’ film set seen wearing co-star James Garner’s helmet, 1966.

La Déesse con il casco Françou con il casco è per il poeta fonte di meraviglia, non fosse altro perché, avendola vista solo oggi con il casco, come è possibile che ne abbia connesso il paradigma di Hardy-Eriu con la Déesse[i], e allora è proprio vero, mi dico oggi, che Françou è la risoluzione del mondo, lei con l’acronimo F.H. [ leggi: efaς], cancella,efface, nasconde il significato, avendo, nel vento sotto il cielo, volatilizzato il nome, il significante, di cui, con il casco, con questa cancellatura o dispersione senza ritorno o di questa copertura della faccia, efface, cancella, stermina il nome, cosa resterà di questo oggettoa, che ritrovo adesso con il casco, l’aspetterò qui al mio meridiano e, come discende dalla motocicletta su cui ha fatto un giro con Moustaki, le dirò Oh, Déesse, vediamo un po’ se da principio eri proprio un Nautilus, vediamo come mi incastri, fammi toccare, percorre…