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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Media Original Text™ Quelli della notte in un test di V.S.Gaudio per "La Stampa"

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5 tipi di gente da salotto
byV.S.Gaudio
La Stampa 
17 maggio 1985

L'immaginazione▐ Invito per un numero sulla Poesia Visiva e Concreta

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▐from ignazio apolloni▐
quando ancora nel secolo scorso anche le riviste del profondo sud facevano i numeri speciali sulla poesia concreta e sulla poesia visiva, anche perché nell’habitat c’erano francesco saverio dodaro, francesco pasca, enzo miglietta e, tra gli invitati, c’erano operatori visivi del calibro di franco verdi, william xerra, carlo belloli, maurizio osti, michele perfetti, vincendo accame, luciana arbizzani, ignazio apolloni, l’uomo della singlossia, irma blank, betty danon, quella che fu con v.s.gaudio tra i poeti dei readings alla Galleria d’arte 2000 di Bologna negli anni di piombo, arrigo lora totino, emilio isgrò, eugenio miccini, ugo carrega, mirella bentivoglio, lamberto pignotti, lucia marcucci, giovanni fontana,  luciano ori, carlo marcello conti, quello di “zeta”, la rivista internazionale di poesia e ricerche, che, adesso, non si sa quando esce, se esce ancora, dopo che, anni fa, è venuta a mancare prematuramente l’indimenticabile franca campanotto, achille c…

Purtuǎllë vs Portogallo?

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§L’arancia dei cani by Gaudio Malaguzzi
Anche qui, dove l’arancia è chiamata “Purtuǎllë”, i cani uccisi o crepati non vengono seppelliti, come nel resto d’Italia e anche nella Repubblica di S.Marino e a Malta, e perché no?, al Vaticano, ma restano a marcire come in Portogallo e a rinsecchirsi all’aria. Come ad Alentejo – così narra Thomas Bernhard in “Fertilità”(1) – se pure vengono trascinati via dalle strade, rimangono poi abbandonati sul ciglio sinistro e destro delle strade, anche provinciali, ancorché fino a pochi anni fa questa strada provinciale fosse strada statale così lunga e percorribile da poter giungere anche a piedi, volendo, fino a Reggio Calabria. C’era Mia Nonna dello Zen, che, saggia com’era,buttava i cani morti sotto gli alberi d’arancio, sui quali il raccolto è sempre stato almeno il triplo che sugli altri. Tant’è vero che il vero “purtuǎllë”, che ebbe a mangiare il poeta – quello del Giardino Zen dell’Arancia – non fu mai minimamente eguagliato in sapore e agrumitàd…

Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica dell'anima rotonda e del fischio dell'ospite

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Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur
# Se l’anima è rotonda perché è la mistica delle teste quadre?

t Lo straniero è una sorta di posto vuoto. Noi sappiamo a cosa apparteniamo, ma non sappiamo chi sono gli altri a casa propria. E’ soltanto per contraccolpo che noi stessi ci sentiamo stranieri, sul modello dell’estraneità dello straniero. Prenderne coscienza ci mette sulla strada di un riconoscimento reciproco, sulla via dell’ospitalità nelle sue dimensioni morali e politiche, e ci permette dunque di trattare positivamente la pluralità umana come qualcosa d’invalicabile. [►da: Paul Ricoeur, L’estraneità dello straniero, in : Idem,Ermeneutica delle migrazioni,Mimesis 2013] # Mio nipote il poeta è una sorta di posto vuoto, non sa a cosa appartiene e non sa nemmeno chi sono gli altri a casa propria, intendendo quella che gli arbërëshë, che sono migrati tutti sulla terra propria nostra e di mio marito, il nonno del poeta, e se la sono presa e si sono fatti un’altra casa propria, e il poeta nemmeno …

Monica Youn▐ March of the Hanged Men

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Monica Youn
March of the Hanged Men  



1.
hyperarticulated giant black ants endlessly boiling out of a heaped-up hole
in the sand
2.
such a flow of any other thing would mean abundance but these ants replay
a tape-loop vision
3.
out of hell the reflexive the implacable the unreasoning rage whose only end
is in destruction
4.
the way the dead-eyed Christ in Piero’s Resurrection will march right over
the sleeping soldiers
5.
without pausing or lowering his gaze for he has no regard now for human
weakness
6.
since that part of him boiled entirely away leaving only those jointed auto-
matic limbs
7.
that will march forward until those bare immortal feet have pounded a path
through the earth
8.
back down to hell because there is no stopping point for what is infinite
what cannot be destroyed

▐ from theparisreview

Jean Cocteau ░ Lettre à Georges Hugnet

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Jean Cocteau lettre à Georges Hugnet

V.S.Gaudio ░ La doppia Stimmung con Roberto Sanesi e T.S. Eliot

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J. Alfred Prufrock e la parabola del bianco da blueblow il dicembre 1, 2012 by V.S.GAUDIO ● J. Alfred Prufrock e la parabola del bianco
La doppia Stimmung con Roberto Sanesi e T.S. Eliot
sull’oggetto che annega nel bianco che era
[1]
Luce in quanto figura. ma
tutto quel bianco ficcato nell’armadio, compatto,
limpido e intatto in una messinscena un po’ lugubre
di miagolii e di trine, di rantoli, unghie, delicatissimi
pètali e casti trionfi di virtù, grumi sospetti,
malessere stipato, ombre, vi s’accartocciano verbi,
stridono sacrestie, vi s’annodano peli corvini
da vecchia vassalla, insomma preme insensato,
sebbene bianco, e farnetica, striscia, bisbiglia, senti
che esige il suo contrario, una tela cerata, un involucro, e
si gonfia, organismo, genera segni e fiori
fiamminghi,
e lei sotto il sofà languida come un tarlo,
oblio, acquiescenza dell’oblio nel ricordo che non dimentica nulla
boiserie per profilo canonico, ninfa Luigi XIII e simili,
e solo in questo può dire di raggiungersi, iden…

Original Text □ I Monologhi di Carla Bertola

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La tappa a cronometro di Jess(ica)™ e l'oggetto "a" del poeta

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xIl surplace infinito di Jess(ica)™ by Gaudio Malaguzzi

Quella Jess, di cui alla flessione, che appare sulla bicicletta e si gira a  guardarmi da pinġapā, mi ha riportato alla mente un fatto che avevo completamente dimenticato: lustri fa, non saprei al momento quantificarli, si può pensare che siano 4, 3 o addirittura 5, durante la mia passeggiata pomeridiana, nella controra, ovvero,  come scrisse il poeta nello Zen di Mia Nonna, quando lo spirito vola nella controra, che ero uso fare sul lungomare della cittadina in cui a quell'epoca ebbi la disgrazia e la coercizione di abitare, in una determinata stagione, metti che fossimo nel mezzo della primavera, quindi tra maggio e giugno, cominciò, ogni giorno, a offrirsi al mio sguardo una ragazza e la sua bicicletta, ricordo l’accuratezza con cui la giovinetta attuava la manifestazione o l’ostensione, se vogliamo, si portava quasi sempre a ridosso del poeta, e ne chiedeva l’attenzione facendo sul sellino e sui pedali tutte le pressioni e …

Media Original Text™ ░ "Donna Moderna" ► Qual è il tuo vero rapporto con la sessualità?

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I test di Vuesse Gaudio™ Qual è il tuo vero rapporto con la sessualità? “Donna Moderna” Anno I ▫ n.41/42 Arnoldo Mondadori Editore Milano ▫27 dicembre 1988


░ La Lebenswelt a Pignotti nel primo numero di "Offerta Speciale"

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Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica del bancomat dello Ior e della lingua straniera di Malta

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Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur
# Se la lingua fa sorgere la questione dello straniero, perché allora il bancomat dello Ior dava le ricevute in latino? ♦
L’accoglienza di altre lingue è un fatto di grandissima cultura riservato solo a qualche individuo. Allo stesso tempo essi si marginilizzano rispetto alla cultura condivisa che implica, vista la fragilità individuale e collettiva degli umani, un grado fortissimo di omogeneità. Un popolo non può essere poliglotta. La maggior parte di noi, anche parlando correttamente una o due lingue, ne possiede una, che si dice materna. Le altre lingue sono allora lingue straniere. [►da: Paul Ricoeur, L’estraneità dello straniero, in: Idem,Ermeneuticadelle migrazioni, Mimesis 2013] #
E Malta allora, che ha tre lingue, che cultura condivide? E questi arbëresh, che sono calati dai monti qui attorno, e hanno tolto il nome a mio nipote e gli hanno preso il diritto di proprietà, e anche la lingua, che dialetto ne è venuto fuori? E questi che dicevano che lor…

░ Lamberto Pignotti riceve la Lebenswelt™ di V.S.Gaudio

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Quando ancora i Poeti visivi  scrivevano cartoline ai Poeti lineari...

Ettore Bonessio di Terzet ░ Cineclub

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Cineclub

Andata e ritorno vanno gli uccelli migratori, forse lo sanno forse no come gli elefanti che ripercorrono le note piste e le gazzelle che dalla brughiera vanno verso le colline dì erbetta fresca. Forse lo sanno forse no, noi crediamo di andare avanti retrocedendo verso l’Origine svolgendo storia e cronaca come se fosse l’autentico reale, non un filmdoc che un regista amico girò per la comprensione dell’uomo.



Ettore Bonessio di Terzet

♦ Parrottëvend

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Parrottëvend
byGaudio Malaguzzi A Parrottëvend, come un po’ è avvenuto anche a Perast, per quanto ne narri Thomas Bernhard in Perast[i], un pellegrino o un poeta aveva interpellato diverse persone per sapere a chi fossero appartenuti in passato i palazzi e gli altri edifici abbandonati( la stazione ferroviaria, la scuola elementare, la pretura, il casino dove esercitava negli anni Sessanta Aurora la puttana di Taranto e prima ancora Esterina la Bionda e sua figlia Gina, negli anni a seguire, e dove, parimenti, abitava un tal Gambardella napoletano per quanto l’edificio fosse inabitabile e quei siciliani, che, dandosi come produttori di vino, di vino non ne avevano mai fatto, e allora che cazzo erano venuti a fare?)e già quasi completamente in rovina, anche quello che non c’era più perché fu il budello del prigioniero , nonno del poeta. Ma le persone, dal pellegrino o dal poeta interpellate, per quanto fossero in apparenza normali pur essendo stranamente senza scarpe, si erano limitate a …

▒ Vincentii Gaudii Dissertatio ad Q.Horatium Flaccum

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░ Il biglietto e l'esecutrice testamentaria dell'abuso

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&Il biglietto e la posizione della mula by Gaudio Malaguzzi


Nella biblioteca universitaria di Salisburgo quel  bibliotecario impiccatosi al grande lampadario della grande sala di lettura, come narra in “Due biglietti” Thomas Bernhard[i], mi fa pensare al fatto che, a memoria d’uomo, non c’è mai stato nessun bibliotecario che si sia impiccato al grande lampadario della grande sala di lettura di una biblioteca universitaria del sud Italia, né che il triste epilogo sia stato messo in atto in una grande sala di lettura di una biblioteca comunale o nazionale. Figuriamoci, poi, se il bibliotecario al sud lasciava un biglietto, e , pensate un po’ se fosse stato mai possibile che nel biglietto ci fosse scritto che non ce la faceva più a mettere in ordine e dare in prestito tanti libri scritti solamente per provocare disastri, col che intendeva riferirsi a tutti i libri che sono stati scritti da che mondo è mondo, quantunque, come è stato acclarato, nel sud di quella nazione  dell’amore e de…

░ Klelia Kostas to V.S.Gaudio : "Piove sempre"

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Quando ancora, nel secolo scorso,  anche le pittrici scrivevano cartoline ai poeti...