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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2016

La Gioconda ░ 21

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v.s.gaudio░La Gioconda
│La pagina iniziale del saggio di v.s.gaudio  la battana 191▪anno L fiume-rijeka gennaio-marzo 2014 $Leggi anche on▬youblisher l’ebook│La Gioconda│byv.s.gaudio

Aida Maria Zoppetti ⁞ Le prime piume verdi dell'alba

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Tra gufi-geranio
   cucivo con~filo d’anguilla
   macchielucenti
sulla vecchia coperta trovata in solaio.
   Da una bottiglia di latte e due biscotti
   spuntavano le prime piume verdi dell’alba.

Aida Maria Zoppetti
ricreazione
      blog artificiale d'arte e artifizi

Blinky Palermo.

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Aida Maria Zoppetti █ Duecentoventi sospiri

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Nulla era immobile tranne il movimento
        svelto, irreale, di duecentoventi sospiri
        Era tempo da lupi evento di maestrale
        Dal vaso d’erba sul davanzale gli steli
        piegavano in preghiera alla luna, lei
        pigra accoglieva la loro orazione seriale.


Aida Maria Zoppetti
from→ricreazione blog artificiale d'arte e artifizi

HAP. Il passo di Aurélia Gurmadhi ⁞

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La “pjesë e mallkùar” di Aurélia Gurmadhi è fatta della radice di mall, che, da un lato, è “nostalgia” e , dall’altro, è “merce”: così opera questa sua energia inversa, nell’irregolarità delle cose, nell’accelerazione, nello scatenamento degli effetti, nell’eccesso e nel paradosso, nell’estraneità radicale, nei concatenamenti inarticolati. Da qui la complessità estranea, l’irriducibile, l’incompatibile; e da lì questa anamorfosi determinata, immobile e non fotografabile: come se Aurélia Gurmadhi, che sta a Durrës, fosse l’arbëreshe che sta nella sibaritide, metamorfosi longitudinale da cui esce il suo punto Heimlich, il suo Pikë Shehur, o meglio: Pikë i Fshehtë; il suo Pikë ha bisogno di questo aggettivo articolato, perché qui sta la particolarità somatica di questo Heimlich: è l’Heimlich articolato della clandestinità; Aurélia Gurmadhi che è qui nella Sibaritide ma sta a Durrës questo fa: fshion, cancella; fshion, asciuga; fshion, scopa; ma, essenzialmente, ështëdukeufshiuar, sta nascon…

Il Nobel bisestile e i Menestrelli della Beat Generation ⁞

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NOBEL AI MENESTRELLI. 
OVVERO: LA CODA ANTICA DEL FUTUROdi Mario Grasso
Dunque, secondo la Reale Accademia di Svezia, la letteratura è canto e lo scrittore è menestrello. Non è certamente idea peregrina, né alzata d'ingegno. Non è nuova! Proprio i siciliani dovremmo essere tra i primi ad applaudire  per l' innovazione. Ammesso tale sia l'esito 2016 del Premio di Stoccolma attribuito al cantante Bob Dylan. Questa nostra nota in realtà mira proprio a confortare i risentiti, dai quali sono state e continuano a venir propalate e mugugnate proteste, anche interessanti, invero, come quella che punta sulla influenza dell'anno bisestile (il 2016, appunto) sull'umore dei componenti dell'Accademia Reale di Svezia. Una tesi che somiglia tanto - figuralmente intendiamo - a un'operazione di raschiamento del barile. cioè a dire non si sa più davvero cosa inventare.        Ma, fondi di  barili a parte e lune bisestili da reindagare, nessuno che abbia pensato alla Corte di…

Questa saracena shqiptara. Il segreto dell'artificio?

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(...) Glielo scrive su una pagina bianca e glielo dà.
Lo decifra lentamente, poi lo guarda per sapere se lo ha letto correttamente.
Lui ripete il nome;vede che il poeta lo ascolta.


Vede che il poeta ti spoglia con cura; dispone di un tempo talmente lungo all’Adriatik. Comincia a scoprire il corpo di Aurélia Gurmadhi.


Talvolta dice il nome tutto intero: Aurélia Gurmadhi.
Talvolta dice solo il nome: Aurélia.
Talvolta dice solo il cognome: Gurmadhi.

Glielo dice nei baci, le labbra contro la pelle, glielo dice a voce bassa, glielo grida, la chiama all’interno del corpo, contro la bocca, contro il muro. Talvolta si immobilizza in un contenimento che lo fa gemere, allora non ricorda più il suo nome, e poi piano di nuovo lo dice con uno sforzo doloroso come se il parlare stesso ne fosse la causa: Aurélia Shumëgur; Durrës-gur; Hap-pikë-pres; Ime kurvë shqiptare; Kapka-trangullë; Madheshtorë Kapka-trangullë; Butë-Bythë. Poi dice: Myslimane, Mysli-Aurélia, Myslimane Gur-gur; Xhevahir i Gurëve, Xhevahir mys…

La violoncellista dell'artificio.Ha il naso alla Mullova?

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Chi perviene in questa sala ampia dell’Adriatik all’incanto della macchina, chi attraversa la banale esattezza del mondo: lei, la violoncellista dell’artificio, o lui, il poeta che è sempre meno soggetto di desiderio e perciò più prossimo al niente dell’oggetto?





C’è questa sera con questi colpi di luce all’orizzonte dal mare e non ci sono i venti del nord in questo seno teso come se al Meridiano passasse la forma segreta dell’Altro, come se si stesse ricostituendo, a partire da alcuni frammenti dell’anamorfosi dell’oggetto d’amore, di quello che è il suo fantasma-archetipo, seguendo questa linea spezzata, l’evidenza perfetta e segreta dell’Altro.

Il poeta legge l’inesorabilità dell’oggetto, questo volto, questo segno fisiognomico, questo naso che fa irruzione nella sua vita, e in un solo istante è tutto ciò che non gli sarà mai dato di sapere, può essere questo naso alla Mullova il luogo del suo segreto? E’ questo il luogo di chi gli sfugge, e attraverso cui lui sfugge a se stesso? Il naso della violinista …

Non è una violoncellista. Era lei Aurélia Steiner de Durrës?

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C’è questa lunga sera sabbiosa, e non ci sono i venti del nord in questa insenatura nell’ampia sala da pranzo dell’albergo Adriatik una giovane seduta a gambe divaricate con la sinistra tiene aperte le labbra della vulva, mentre con la destra si passa la punta dell’archetto sul clitoride in un lieve tremolo.


Non è su uno sgabello nella sua camera da letto, non è a Manila. Non è una violoncellista ventiquattrenne. Non è S. che, ne Lasuitevénitienne, si traveste e si fa bionda per seguire l’altro, per farsene  specchio senza che lui lo sappia[1]. Nulla sta succedendo per far sì che si crei un contatto tra la violoncellista e il poeta; qui, a tale ora, nell’ampia sala dell’albergo Adriatik, sotto questa determinata luce, c’è qualcuno. E contemporaneamente capire che non c’è alcun senso a essere qui, in questo posto, in questo momento. Di fatto, non c’è nessuno, io che ho seguito questa donna vi posso garantire che non c’era nessuno.



Questo diritto fatale  di inseguimento in questa estraneità così…

La Stimmung sulla morte della letteratura ▐ Per il cantante Premio Nobel 2016

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La “Caggiurra di Praga” del poeta scalzacane per il cantante premio Nobel di “Hurricane
Non che ce ne freghi più di tanto a chi venga dato il premio, intitolato al petroliere Nobel, per la letteratura, ma non potevamo quest’anno non tributare questo omaggio sulla morte della letteratura, composto con una Stimmung con un grande romanziere come Bohumil Hrabal, a questo suonatore d’armonica, peraltro già ricco di suo per avercela suonata e cantata per lunghi tratti della nostra vita la sua ballata tardoromantica, a cui quest’anno, appena il giorno dopo il Columbus Day, che già è strabiliante di per sé, hanno assegnato il ricco premio quei signori dell’Accademia di Svezia.
Va da sé che chiamandosi, tale cantante, Robert Allen, avrebbero potuto ridirezionare la deissi di gruppo semplicemente assegnando il premio a Woody Allen, che, sostanzialmente, sarebbe stato un target più concentrico alla letteratura, per quanto possa essere di competenza di quella accademia curatrice del lascito del ri…